Articoli
Santoro “al rogo” per la puntata sulla Bonev? Sbagliato e grave
La riforma dell’Ordine dei giornalisti non solo e’ necessaria, ma mi sentirei di dire a chi vi si oppone che sia inevitabile se non si vuole che l’ente pubblico ad appartenenza obbligatoria salti del tutto. Sulla base di una percezione di ciò ampiamente condivisa si sta facendo il massimo sforzo per tagliare il traguardo. Credo che tutti debbano contribuire a creare il clima giusto perché la cosa vada a buon fine. La responsabilità deve riguardare in primo luogo chi occupa incarichi di vertice. Condivido e faccio mio, esternandolo, il malumore di tutto il gruppo di “Liberiamo l’ informazione”
Caso Leonarda, chapeau ai media francesi
In scena con uno spettacolo sull’esodo dall’Istria. La destra insorge. Intervista al cantautore Simone Cristicchi
Padre Dall’Oglio: tre mesi di silenzio
Minacce di morte ad un giornalista qualunque
A Sedriano giù a nord
Ero a Sedriano ieri.
Pochi giorni fa un sms di Ester Castano m’invitava a partecipare ad un’iniziativa antimafia: “dai Gaetà vieni”. Voglio bene a Ester, la ritengo una penna eccezionale e una persona onesta. Dico di si, chiamo il direttore Corradino e chiedo il “mandato” che puntualmente arriva.
Contratto di servizio, nostra iniziativa apre serio dibattito su futuro servizio pubblico
L’idea di dar vita, con tre anni di anticipo, a un’ampia consultazione per discutere del rinnovo della Concessione del Servizio pubblico radiotelevisivo adottando un metodo nuovo, partecipato
VERSO IL FORUM DI ASSISI – “Lavoriamo per la riforma dell’Ordine”
Difendere l’autonomia dell’Ordine dei giornalisti. Lavorare per la riforma dell’Ordine dei giornalisti. Rispetto ad una professione che cambia, si trasforma, si rinnova di ora in ora è indispensabile che l’Ordine, con il faro dell’articolo 2 della legge del 1963 sia difeso da tutta la categoria ma allo stesso tempo è necessaria una riforma (ALL’INTERNO TUTTI GLI INTERVENTI DEL FORUM)
Morti sul lavoro, una piaga che non si arresta nella sostanziale indifferenza dei media
Chico Forti. Da twitter una speranza…
Non uccidiamo Lea per la seconda volta
Quel bollino sui programmi del servizio pubblico
Il contratto di servizio RAI-Stato 2013-2015, attualmente all’esame della Commissione parlamentare per l’indirizzo e la vigilanza, presenta una sconvolgente novità introdotta dal Ministero dello Sviluppo economico: la riconoscibilità, all’art. 1 lettera e), dei programmi finanziati col canone, che nel successivo art. 18 comma si identificano con quelli «rientranti nell’ambito dell’attività di servizio pubblico» (da identificare con un bollino di diverso colore). Ebbene, come risulta dall’articolo 6, l’intrattenimento non fa più parte dei programmi del servizio pubblico radiotelevisivo!
Immigrazione, naufragi, ipocrisie
Diffamazione: mezzo passo avanti
VERSO IL FORUM DI ASSISI – “Ricominciare dalla periferia rovesciando il senso di marcia”
Il giornalista si trova sempre tra due fuochi, ma ora, con l’avanzare delle nuove tecnologie i problemi si sono accentuati, insieme alle nuove opportunità. Da una parte il rischio di trasformarsi in trasmettitore di tradizionali veline o di modernissimi videomessaggi (ALL’INTERNO TUTTI GLI INTERVENTI DEL FORUM)
Negazionismo: ci vuole una legge? Sì, ci vuole. Non tanto per punire ma per impedire
Camere e riforme, il nodo non risolto
Napolitano ha ripetuto le sue idee sulle riforme costituzionali e sociali ai neocavalieri del lavoro: che sono, se non tentati di frodare il fisco o trasferire le aziende all’estero, parte della parte migliore del paese. Dunque, una platea ricettiva delle idee sul bene pubblico, più di tanta parte della classe dirigente, parlamentare o non. Idee che si concentrano, si fa per dire, nel: 1) dare alla nostra Italia (basta con la buffonata semantica di “questo paese”) istituzioni più coerenti con una democrazia industriale (votare solo la domenica
