Giornalismo sotto attacco in Italia

Il caldo uccide, a Latina due morti in meno di 24 ore. Il settore dell’edilizia indice uno sciopero

0 0

“Il caldo uccide. Non c’è altro modo per descrivere quello che sta accadendo ormai da qualche anno e che tende a peggiorare, causando sui lavoratori conseguenze spesso irreversibili”. L’accusa di Diego Piccoli, Segretario Generale della Fillea Cgil Roma e Lazio, arriva dopo la morte a Latina di due lavoratori in meno di 24 ore: Wladislaw Pernal, operaio edile di 64 anni, e Francesco Gritto, 54 anni.

Le cause dei decessi dovranno essere accertate, ma per il sindacato il contesto non può essere ignorato: entrambi sono morti durante giornate segnate da temperature estreme. Diego Piccoli e Angelo Tomeucci, segretario della Fillea Cgil Frosinone e Latina, proclamano congiuntamente a Feneal Uil, Filca Cisl e Cgil, Cisl e Uil, lo sciopero dell’edilizia a Latina

“Non è più accettabile consentire di lavorare sotto il sole con queste temperature. Bisogna trovare subito una soluzione: nulla è più rimandabile”, denunciano. L’attacco chiama in causa le imprese spregiudicate che antepongono tempi e profitti alla sicurezza, la scarsità dei controlli e le istituzioni, responsabili di emanare le regole ma di farle rispettare. “Proclamiamo immediatamente uno sciopero generale assieme alle altre sigle sindacali e chiediamo un urgente tavolo prefettizio”. Concludono i due segretari.

“Ecco cosa succede quando si riduce la crisi climatica a propaganda, quando si ignorano segnali evidenti, quando si fanno spallucce davanti alle richieste del sindacato: oggi ci sono due morti e ci aspettiamo le istituzioni la politica e le imprese spieghino o a queste famiglie una tragedia che, mai come stavolta, poteva essere evitata”, afferma Piccoli che continua: “Non possiamo andare avanti con ordinanze, bisogna modificare la legge. I cambiamenti climatici sono ormai strutturali, e bisogna affrontarli strutturalmente con delle soluzioni concrete. Va cambiato il testo unico sulla sicurezza. Oltre al rischio chimico biologico va inserito il rischio da stress termico»

Pernal è morto nel pomeriggio del 20 luglio mentre lavorava alla ristrutturazione di una palazzina in viale Paganini. La Procura di Latina ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia per chiarire le cause del malore e verificare il rispetto delle norme di sicurezza e dell’ordinanza regionale che vieta, nei giorni ad alto rischio, il lavoro con esposizione prolungata al sole dalle 12.30 alle 16.

Ma un’ordinanza senza controlli capillari rischia di rimanere solo un pezzo di carta e una buona intenzione. La Fillea chiede la sospensione effettiva delle attività più pericolose, la tutela integrale del salario, orari rimodulati, acqua e zone fresche, sorveglianza sanitaria e dure sanzioni per chi viola i divieti. Con lo sciopero del 24 luglio si chiede inoltre di modificare il Testo unico sulla sicurezza, inserendo esplicitamente lo stress termico tra i rischi da valutare e prevenire.

“Non riusciamo più a tenere il conto delle vite che il lavoro si porta via in questo territorio, e ogni volta le parole di circostanza non bastano più. Continuiamo a sfinire i lavoratori senza pietà, anche quando il caldo cocente rende evidente a chiunque che a certi orari e a certe temperature non si può e non si deve lavorare” dichiara Giuseppe Massafra, Segretario Generale della CGIL Frosinone Latina. “Due lavoratori morti in un giorno non sono una fatalità: sono la fotografia di un modello produttivo che continua a considerare la sicurezza un costo da comprimere, non un diritto da garantire. Alle famiglie delle vittime va il cordoglio di tutta la nostra organizzazione, ai colleghi che hanno assistito a queste tragedie la nostra vicinanza più sincera.”

È in questo clima che venerdì mattina la categoria degli edili scenderà in piazza, con un sit-in sotto la Prefettura di Latina, per dire basta a condizioni di lavoro non più dignitose. “Venerdì saremo tutti sotto la Prefettura, perché quello che chiedono i lavoratori dell’edilizia riguarda la dignità di tutti.” Il segretario generale rilancia quindi l’ordinanza regionale anti-caldo, che impone la sospensione delle attività a rischio nelle fasce orarie e con le temperature più critiche: “L’ordinanza esiste, ma da sola non basta: servono controlli seri, sistematici e diffusi, perché venga rispettata da tutte le imprese, senza eccezioni. Le regole ci sono, quello che manca è chi le fa osservare davvero.”

Massafra chiede infine la riconvocazione urgente del tavolo istituzionale “Salute e Sicurezza”, annunciato in Prefettura ma mai realmente attivato: “Non possiamo permetterci che un impegno preso in Prefettura resti lettera morta. Chiediamo che quel tavolo venga riaperto subito, con la partecipazione di tutte le parti, perché sulla sicurezza dei lavoratori non ci sono rinvii che tengano.”


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.