La Rai ha intenzione di verificare il rispetto dei codici interni da parte di Report, magari dare anche un’occhiata alle sue fonti.
Si tratta di un’evidente intimidazione: il solo fatto che sia annunciato solo contro Report indica un’intenzione provocatoria, malvagia, liberticida.
Perché la Rai non ha avviato un’inchiesta contro chi ha consapevolmente distrutto Rai Tre, rivendicandolo pubblicamente?
Perché hanno taciuto sulla violazione della par condicio durante il referendum sulla giustizia?
Quali misure sono state disposte verso chi ha oscurato e cancellato il genocidio di Gaza, arrivando addirittura a farneticare di un set appositamente organizzato dalle vittime?
Che dire del video del pestaggio, stile ICE, di Bologna, mai trasmesso per “ordine superiore” dal TGR Rai dell’Emilia Romagna?
Vogliamo parlare delle aggressioni contro Roberto Saviano, dell’oscuramento di Massini, della soppressione di Caterpillar? Potremmo continuare.
Tutto questo a quale codice risponde?
Di fronte a queste provocazioni non bastano più le note e le indignazioni quotidiane.
Ora spetta alle forze politiche che hanno a cuore la Costituzione antifascista, ai sindacati, alle forze sociali, all’Ordine dei giornalisti rispondere e contrattaccare.
Tanto per cominciare nessun codice interno può prevalere sull’articolo 21 della Costituzione, sulle sentenze europee, sulla legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti.
Le sentenze europee consentono, anzi impongono, di dare ogni notizia, comunque ottenuta, di pubblico interesse. Le inchieste di Report rispondono tutte a questo requisito.
La tutela delle fonti è un principio più volte ribadito in sede europea e nazionale: qualsiasi violazione va denunciata e sanzionata.
Per le stesse ragioni è vietato lo spionaggio: chi ha consentito quello verso Fanpage, e perché?
Perché i vertici di Telemeloni hanno taciuto di fronte ai pedinamenti, alle intercettazioni, alle querele bavaglio, scagliate non solo contro Ranucci, ma anche contro gli inviati Giorgio Mottola, Paolo Mondani, Bernardo Iovine e non solo?
Altro che rispondenza ai codici, altro che Lavitola: la fucilazione mediatica era stata decisa da mesi, soprattutto dopo le inchieste su mafia, loggia P2, neofascisti, servizi corrotti.
Da oltre un anno la Commissione Europea ha approvato il Media Freedom Act. Da allora la Rai ha subito un inarrestabile processo di occupazione, le querele bavaglio sono aumentate, la tutela delle fonti è stata annullata, come confermato da tutti, ma proprio tutti, i rapporti internazionali sulla libertà di informazione.
I codici europei sono stati aggirati, ignorati, calpestati.
Non sarà il caso di denunciare la Rai e il governo davanti alla Commissione Europea per violazione di ogni “codice europeo”?
A quando le sanzioni verso il governo italiano e Telemeloni?
