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#nobavaglio la solidarietà dei giornalisti ai colleghi denunciati per aver raccontato gli intrecci di Mafia Capitale

 

Un presidio organizzato in poche ore ma che si rendeva necessario per ribadire che il diritto di cronaca non si tocca. Quello dei giornalisti ad informare e dei cittadini ad essere informati. Lo hanno ribadito Fnsi, Odg Lazio, Stampa Romana, il Comitato #Nobavaglio e Articolo21 che questa mattina hanno promosso un sit-in davanti al Tribunale di Roma per esprimere la solidarietà della categoria ai 96 giornalisti, 78 cronisti e 18 direttori, denunciati dagli avvocati di alcuni imputati per gli articoli con i quali hanno tentato di fare luce sulle presunte infiltrazioni del malaffare nella vita politica e sociale della Capitale.
“Siamo qui perché, senza le intercettazioni, i cittadini non avrebbero saputo nulla di molti scandali, a partire da quello di ‘Mafia Capitale’, ha spiegato il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso – e per confermare la vicinanza del sindacato dei giornalisti ai colleghi denunciati per il solo fatto di aver svolto, con coerenza e correttezza, il loro lavoro”.
La situazione rischia di aggravarsi con il recente ddl che affida al governo il potere di stabilire le regole sulla pubblicazione delle intercettazioni limitando la diffusione solo a quelle di rilevanza penale, escludendo le conversazioni d’interesse pubblico.

“Solo nel Lazio – ha ricordato la presidente Paola Spadari – sono 160 i colleghi minacciati per via del loro lavoro, molti dei quali proprio per aver usato la penna su questa vicenda di ‘Mafia Capitale’. La denuncia dei 96 colleghi che si sono occupati di questo caso non ha precedenti così come l’utilizzo delle denunce per intimidire la categoria”.

Stefano Corradino e Vincenzo Vita, in rappresentanza di Articolo 21, hanno posto l’accento su “l’insidioso testo in via di approvazione sulla diffamazione e più in generale la valanga di querele contro giornalisti ‘rei’ di fare il proprio lavoro informando i cittadini. Articolo21 al presidio ha diffuso “il giuramento” lanciato nel 2010 alla vigilia dell’approvazione del ddl Alfano sulle intercettazioni. “Giuro che se e quando la legge bavaglio sarà approvata mi impegnerò a fare prevalere sempre e comunque il dovere di informare e il diritto di essere informati” recita il volantino. Perché – ribadiscono Corradino e Vita – “siamo contro i bavagli sempre e indipendentemente dal coloro politico dell’esecutivo di turno.

Il sit-in davanti al tribunale è stato l’ideale prosecuzione della mobilitazione lanciata dalla Fnsi, martedì 3 novembre, nel corso della conferenza stampa di presentazione della petizione online “No bavaglio 3” che ha visto come primi firmatari il professor Stefano Rodotà e i giornalisti Marino Bisso, Arturo Di Corinto e Giovanni Maria Riccio e che ha già riscosso numerose adesioni, non solo tra i giornalisti.

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