Giornalismo sotto attacco in Italia

Rai, c’è ancora domani. O forse no

0 0

Ci voleva l’ostinata determinazione di Roberto Giachetti, con un non domo passato radicale, per riaprire la vicenda della Rai. L’apparente schiarita, dopo un sonno quasi eterno, riguarderebbe il combinato disposto dello sblocco parlamentare della riforma e della fine dell’ostruzionismo di maggioranza che ha impedito il funzionamento della Commissione parlamentare di vigilanza.

Sarà vera gloria o le numerose dichiarazioni di sostegno giunte un po’ da tutti sono state il solito fuoco di paglia? Vedremo proprio nei prossimi giorni. Tra l’altro, con la sua autorevolezza è intervenuto ben due volte sulla questione il Presidente della Repubblica Mattarella. Inascoltato. Non deve sfuggire che l’Italia rischia una colossale multa da Bruxelles per la mancata applicazione dell’European Media Freedom Act, in vigore -nello specifico dell’indipendenza dei servizi pubblici- dallo scorso 8 agosto. Come non è lecito eludere la crisi industriale dell’azienda, malgrado un corposo piano varato ormai diversi anni fa e a fronte di una assurda debolezza progettuale del tesoretto costituito da RaiWay, ovvero la società degli impianti che potrebbe entrare in scena nel riassetto delle telecomunicazioni in corso nello storico confronto con le Big Tech.
Torniamo al tema politico e istituzionale. Il ruvido stop ad ogni tentativo di procedere nella discussione su una legge decente e allo svolgimento dei lavori della commissione presieduta da Barbara Floridia (cui spetterebbe il voto di gradimento verso la presidente della Rai indicata dal governo Simona Agnes) davvero si sta acquietando? Non è un caso che Marina Berlusconi – oggi a capo di Fininvest e di Mondadori – sembri interessata ad aprire qualche spiraglio. Sono solo voci, ma piuttosto verosimili. Al gruppo del biscione fa comodo rispolverare l’antico duopolio conservativo, che richiede una Rai non ridotta a pezzi e in grado di rivendicare il prossimo anno (sempre che la normativa non superi il problema) il rinnovo della Convenzione con lo Stato. Simul stabunt, simul cadent, per dirla con il latinorum in uso.
Se la parte pubblica dovesse ammaccarsi troppo, Mediaset non riderebbe, perché legittimamente una voce dal coro urlerebbe la verità: basta con il conflitto di interessi, si applichino sul serio le regole minime del conclamato libero mercato. Già, il dimenticato conflitto di interessi, di cui oggi neanche si parla nei titoli di coda, vive e lotta insieme a noi. Se si arriva al punto che oltre ai capigruppo parlamentari di Forza Italia l’azienda madre decide pure chi guida la concorrenza, significa che l’Italia ha la febbre altissima. È auspicabile che tutto ciò venga preso in mano con urgenza dalle forze di opposizione, che pure hanno solidarizzato con le iniziative di Giachetti. Tuttavia, ciò che conta è la prassi concreta. Le parole sono nobile retorica. Tuttavia, si colga ciò che nelle pieghe del citato conflitto di interessi vi è di utile per la causa della riforma. Se il suggerimento di rivedere l’ipotesi di offrire a Simona Agnes scettro e corona dell’apparato pubblico fosse reale e venisse preso in considerazione, il castello ricattatorio che ha fermato il tempo si sgretolerebbe rapidamente.

C’è la volontà di arrivare prima della fine della legislatura a un risultato positivo attraverso un limpido e trasparente negoziato, o tanto peggio tanto meglio? Incombe la stagione inesorabile delle intelligenze artificiali e la pioggia assume i tratti della tempesta. Una Rai abbandonata dalla miopia di una cattiva politica su una zattera in mezzo all’oceano digitale è votata a finire negli abissi. Da lì non si risale e neppure si salverebbero gli immobili di pregio già in via di uscita, da via Teulada di Roma a Palazzo Labia di Venezia, per valorizzare ciò che rimane. Forza, l’ultimo metrò sta per passare.

(Da Il Manifesto)


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.