Giornalismo sotto attacco in Italia

Un’altra beffa per i testimoni di giustizia

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Una nutrita rappresentanza di Testimoni di Giustizia lancia l’ennesimo appello a Governo e Parlamento affinché sia mantenuta la promessa che riguarda i contributi pensionistici. Una promessa resa impegnativa anche da un ordine del Giorno presentato alla Camera dalla on. Chiara Colosimo, presidente della Commissione Antimafia, alla Legge di Bilancio per il 2026 ed approvato.

Quale potrebbe essere il veicolo legislativo utile?

I Testimoni nel loro appello non lo scrivono, ma a me pare evidente che potrebbe ben essere la proposta di legge di conversione del decreto “correttivo” del decreto “Sicurezza”, che ha cominciato il suo cammino parlamentare giusto in questi giorni.

Indimenticato infatti il “pasticciaccio brutto” dell’articolo 30 bis inserito nel testo di conversione del decreto “Sicurezza”, il quarto in tre anni (!), che violava radicalmente il senso costituzionale del diritto di difesa, puntando a trasformare gli avvocati in “collaborazionisti” del Governo nella “spinta” ai rimpatri degli stranieri.

Darà questa piccola ma significativa buona prova di se’ il Governo? La Presidente Colosimo userà il suo peso politico per ottenerla?

Lo vedremo presto.

Vorrei con tutto il cuore essere sorpreso dall’esito positivo di questa vertenza, perché i Testimoni e le loro famiglie lo meritano senz’altro.

Nutro però dei dubbi che questo possa accadere in considerazione del trattamento ancora troppo spesso riservato, pure dalle nostre Istituzioni a chi, invece di farsi i fatti propri, denuncia ciò che ha visto accadere di male. L’ultima agghiacciante prova di questa deriva deleteria è il trattamento riservato a “Stefano” il tecnico informatico del Tribunale di Torino che per primo e nei modi opportuni aveva denunciato la vulnerabilità dei pc dei magistrati a causa del software ECM istallato dal Ministero della Giustizia. Report, nell’ultima puntata di Domenica scorsa, ci ha raccontato che Stefano dopo le denunce e la prima trasmissione di Report (fine Gennaio 2026) ha perso il posto di lavoro, è stato denunciato dal Ministero della Giustizia ed è indagato per questo dalla Procura di Milano. Uno scempio!

Scrivono tra l’altro i Testimoni nel loro accorato appello:

“Siamo un nutrito gruppo di Testimoni di Giustizia, cittadini che hanno scelto di denunciare la criminalità organizzata di stampo mafioso collaborando con lo Stato senza aver mai fatto parte di contesti criminali.

Abbiamo deciso di rivolgere un appello alle Istituzioni, in particolare al Governo e alla maggioranza, affinché sia presentato e approvato con urgenza l’emendamento relativo al riconoscimento e alla copertura dei contributi pensionistici per i Testimoni di Giustizia. Nel dicembre 2025, in legge di bilancio 2025, è stato approvato un ordine del giorno a firma della Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, on.le Chiara Colosimo, che impegna il Governo a colmare la grave lacuna normativa che penalizza Noi testimoni e le nostre famiglie.

Il 23 maggio ricorre il 34°esimo anniversario della strage di Capaci e sono previste lodevoli iniziative organizzate dalla società civile in tutta la nazione. Chiediamo al Governo e alla maggioranza di presentarsi a quell’appuntamento con l’approvazione dell’emendamento per dare concreto sostegno ai 150 testimoni di giustizia destinatari del provvedimento. Diversamente la mancata presentazione e approvazione dell’emendamento verrebbe percepita come un pessimo esempio di credibilità delle Istituzioni. Il valore della Memoria si misura, al di là delle cerimonie ufficiali, anche dall’esito della approvazione di tutti quei provvedimenti in materia di lotta alle mafie perché esse rappresentano il modo in cui lo Stato trasforma il ricordo in un impegno concreto, formale e permanente.

I Testimoni di Giustizia”

Come dar loro torto.


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