Giornalismo sotto attacco in Italia

“La cena delle anime”, il primo romanzo di Maria Laura Berlinguer. Intevista all’autrice

0 0

di Antonio Petrucci 

In Sardegna esiste e resiste una tradizione più antica di Halloween, che nella notte fra Ognissanti e il due novembre, vede le famiglie apparecchiare la tavola per i defunti. Parte da qui la storia di “La cena delle anime”,

il primo romanzo di Maria Laura Berlinguer, che mescolando ricordi familiari e invenzioni romanzesche attraversa i secoli e le generazioni, scavando nel cuore di una Sardegna misteriosa, dove la vita e la morte, il passato e il presente camminano ancora fianco a fianco.

Come nasce l’idea di scrivere questo libro, costruito come un gioco di scatole cinesi alla “Cime tempestose”?

«I libri nascono spesso da idee o da vicende familiari. Nel mio caso, è un ricordo legato alla “sa chena pro sos mortos”, quando si tirano fuori le migliori tovaglie ricamate, i piatti delle feste, e si accolgono i propri cari defunti, che quella sera, secondo la tradizione, tornano dalla dimensione parallela in cui sono».
E’ un modo per far conoscere anche un’altra Sardegna del passato, non solo quella arretrata descritta in racconti e cronache dell’Ottocento?
«La Sardegna era tante cose, non solo quella della dimensione agro-pastorale. Anche nell’Ottocento vi erano molte persone colte e intraprendenti, che si dilettavano in arti e professioni. Il mio bisnonno Vincenzo Dessì era una di queste, e fra le sue mille passioni vi era l’archeologia. Ha donato la sua importante collazione di reperti che vanno dalla Preistoria all’Età contemporanea al Museo Nazionale “Giovanni Antonio Sanna” di Sassari, che vi ha dedicato una sala». Pavese diceva che “un paese ci vuole…” «Io sono sarda ma vivo da tanti anni a Roma. Mi trovo benissimo, ma non rinnego le mie radici, e tornare in Sardegna è sempre per me qualcosa di magico, che mi riconnette alla fortissima spiritualità di questa terra, ai suoi profumi, alle sue atmosfere uniche».
Come si approccia alla scrittura? Ha una sua routine lavorativa? «Assolutamente sì. Mi impongo di scrivere un capitolo al giorno, anche se poi ovviamente lo rileggo, lo modifico varie volte. Scrivo di pomeriggio, dalle 14:30 alle 17:30, e gran parte del lavoro è fatto di ricerca, approfondimenti. Il mio background lavorativo è il marketing, quindi la mia abitudine a profilare le persone mi è tornata utile nel descrivere i personaggi. Me li immagino, dalle caratteristiche fisiche a quelle caratteriali, e le donne del romanzo mi assomigliano, perché sono forti, indipendenti. Non è vero che la Sardegna era una terra matriarcale, perché le donne portavano avanti la casa, coi mariti lontani per il lavoro di pastori. Però di certo è un tratto comune alle donne della mia terra, quello di essere forti». Non a caso nel romanzo in cui parla della famiglia di sua madre, Dessì, ci sono vari personaggi femminili tenaci. «La protagonista Iride torna a Padria alla morte del padre, e si imbatte, fra ricordi e ombre, in una trisavola ribelle, Mimì Oppes, che si salva da un matrimonio infelice grazie all’amore per il famoso brigante Emanuele Manca, e all’amicizia con una donna inglese libera e indipendente, Elisabeth Hope. Nel romanzo inoltre c’è un senso di spaesamento che è proprio di chiunque torni nella propria terra d’origine ma anche l’amore per la Sardegna». Oltre a questa dicotomia emotiva, lei affronta anche un tema caro alla psicogenealogia. «Ho scoperto questa terapia ancora poco conosciuta, e invece utilissima per superare molti blocchi e problemi che affrontiamo nella vita, leggendo “La sindrome degli antenati” di Anne Ancelin Schűtzenberger. L’autrice è una psicologa e psicoterapeuta che afferma che le cose taciute, i segreti che ogni famiglia ha, se non detti possono portare alla trasmissibilità dei traumi per via genetica. Spesso le cose non vengono dette per proteggere i figli o i nipoti dal dolore, ma i segreti prima o poi ritornano e possono fare ancora più danni. Portare alla luce certi episodi può evitare sofferenze e aiutare le persone a realizzarsi».


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.