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Ripristiniamo l’etica della politica: #stopvitalizio agli ex parlamentari condannati per mafia e corruzione

 

“Basta una semplice modifica dei Regolamenti del Senato e della Camera per cancellare una vergogna: il pagamento dei vitalizi a senatori e deputati condannati in via definitiva per gravi reati, come mafia, corruzione, truffe con fondi pubblici e frodi fiscali”. Sembra una norma logica e facile da realizzare, ma sinora  il Parlamento è rimasto sordo a questa semplice richiesta. Che è una norma di giustizia, di fronte ai cittadini, ed anche di ripristino di quel decoro, pulizia morale ed eticità che deputati e senatori devono rispettare in nome di tutti gli italiani.  Ma in questa raccolta di firme c’è di più: “Riparte il futuro” e più di mezzo milione di cittadini chiedono che tutti i dipendenti pubblici e i rappresentanti politici siano chiamati a rispettare “codici etici più efficaci e concretamente applicati”. E quindi l’appello per il Parlamento è ancora più forte: nel senso che per i Parlamentari è necessario che una volta fatti, i codici etici non siano aggirabili e siano poi concretamente rispettati.  

Libera e Gruppo Abele hanno quindi deciso di lanciare  sulla piattaforma “Change.org” una petizione per chiedere la sospensione di qualsiasi vitalizio ai politici condannati per mafia e corruzione, come primo passo per il ripristino di una eticità maggiore e più visibile a tutti dei rappresentanti politici; anche per contribuire al riavvicinamento concreto della politica ai cittadini, attraverso la pulizia morale di Senatori e Deputati, in un periodo di corruzione che emerge invece dalle inchieste della magistratura, soprattutto nelle grandi opere  italiane.

Dopo anni da Mani Pulite , tangentopoli non si era spenta. Anzi, proprio quel legame tra corruzione e concussione, cioè tra le tangenti di chi vuole gli appalti ed i pubblici ufficiali (politici e funzionari pubblici) è riemerso più forte di prima. E con la corruzione, nelle regioni dove le mafie sono presenti economicamente e sempre più forti, si rafforza quel legame tra gruppi criminali e pubblica amministrazione, tra politica e mafie organizzate, creando un clima di violenza, irregolarità del mercato, politica sotterranea ed inquinata, come testimoniato dalle sentenze della magistratura. Ci vogliono segnali concreti dai cittadini verso le istituzioni. E’  fondamentale, dice Riparte il Futuro, che “Deputati e senatori siano chiamati a dare l’esempio – spiegano  Libera e  Gruppo Abele–  stabilendo la cessazione immediata di qualsiasi erogazione di denaro pubblico nei confronti di chi si è reso responsabile di questa vera e propria violazione dell’articolo 54 della Costituzione, secondo il  quale il mandato istituzionale va assolto “con disciplina  e onore”.

Quell’onore che ha un senso se è riempito di contenuti, di positività, di costruttività: lo si chiede ora al Parlamento, come cittadini ed associazioni della società civile.

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