Governo, conflitto interessi non pervenuto

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“L’Italia continua ad occupare il 57° posto nelle graduatorie internazionale in tema di libertà di informazione. Si tratta di una collocazione indecorosa per il nostro paese. Le ragioni di questa bocciatura stanno nella mancata risoluzione del conflitto di interessi, nella assenza di una rigorosa normativa anti trust, nelle modalità di nomina delle Autorità di garanzia e del consiglio di amministrazione della Rai, nei continui annunci di leggi bavaglio e nelle continue intimidazioni contro i cronisti, anche sotto la forma delle cosiddette “querele temerarie”. Di questi temi non vi è praticamente traccia nel programma del governo”. Lo afferma Articolo21 in una nota. “Ci rendiamo conto della difficoltà di affrontare simili questioni dovendo contare sui voti del principale portatore di conflitto di interessi, ma non per questo si può accantonare quella che era e resta una spaventosa anomalia che ha condizionato non solo il mercato dei media, ma lo stesso ordinamento democratico. Per queste ragioni, d’intesa con molte associazioni del settore, ripresenteremo la proposta sul conflitto di interessi e riprenderemo le iniziative affinché l’Italia rientri un Europa anche in questo settore”.


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