Sono contrario alle liste bloccate nella legge elettorale, perché con questo sistema un candidato deve piacere più al proprio segretario di partito, che agli elettori. Ovvero essere più fedele, che competente. Le tante mezze calzette che vediamo sugli scranni, che a malapena sanno parlare l’italiano, sono il frutto di anni di selezione di yes man, che una volta al potere non sanno scegliere il bene comune, perché hanno solo badato alla cura del proprio mentore.
Quindi le preferenze risolverebbero la mediocrità diffusa dei nostri rappresentanti? Non subito. Per avere eletti esperti, servono elettori esperti. E invece la maggior parte dei votanti non legge nemmeno il giornale. Ma almeno scegliere un candidato abbatterebbe l’alibi più diffuso tra gli astensionisti: ‘’tanto, si eleggono tra loro, perché sono una casta’’.
