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Nomine Rai: associazioni, “nomine dimostrano che nulla è cambiato”

 

‘Non e’ cambiato nulla, vien da dire guardando il ‘pacchetto’ di nomine varato dal vertice Rai. Da questa dirigenza Rai ci aspettavamo il segnale annunciato dal Dg Gubitosi e dalla Presidente Tarantola: un metodo nuovo che rispondesse alle esigenze di cambiamento che tanti cittadini esprimono. Nulla da fare, per ora. Ma la credibilita’ del servizio pubblico cosi’ non si risolleva’. E’ quanto si legge in una nota di Libera, Libertà e Giustizia, Comitato per il diritto di informazione, associazioni che hanno indicato Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo nel cda Rai.
‘Soprattutto non e’ cambiato il modo di scegliere i candidati – prosegue la nota -: che fine hanno fatto le promesse di chiedere ed esaminare i ‘curricula’ dei candidati ai vertici di importanti reti e testate come Tg1, Rai1, Rai2 e Rai3? Non ne abbiamo visto traccia. Abbiamo invece assistito alle solite pressioni esterne di uomini politici della vecchia maggioranza di governo e di lobby nuove o collaudate in altre epoche, al punto che lo stesso Direttore Generale ha dovuto far capire che le scelte spettavano all’azienda in una intervista a ‘La Repubblica’ della scorsa settimana. Davvero le sue scelte sono state poi libere e indipendenti? A vedere in particolare la girandola di nomi lanciati nella mischia per il Tg1 e poi scartati senza motivazioni professionali, sembra di no’.
‘Che fine ha fatto la promessa del DG di dare finalmente spazio ai temi sociali oscurati, alla lotta alle mafie come ai problemi della pace nel mondo? Come cittadini preoccupati per la condizione del servizio pubblico radiotelevisivo, e come associazioni corresponsabili della nomina di due nuovi esponenti del nuovo CdA della Rai, avevamo chiesto agli amministratori espressi dal ‘governo dei tecnici’ un segnale forte di discontinuita’ con il passato. Ma, al di la’ delle valutazioni e del giudizio sulle persone, non ne vediamo alcuno. Ne’ abbiamo visto alcuna volonta’ di procedere al reintegro di quanti sono stati esclusi per ragioni estranee al merito e all’impegno professionale, cosi’ da chiudere finalmente la troppo lunga stagione delle omissioni, delle espulsioni, delle liste di proscrizione’.

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