Articoli
“The Mission”? La forma in televisione è sostanza
Giovanni Rossi (Fnsi), “Solidarietà a Enzo Palmesano”
Landini-Rodota’-Zagrebelsky, “in piazza per la Costituzione”. Art.21 aderisce all’appello
“Partita una offensiva Rai tesa a difendere l’indifendibile?” Iacopino (Odg) risponde a Cerrato (Casagit)
Trovo sconcertante quel che scrive Daniele Cerrato in relazione all’assunzione in Rai di 35 ex allievi della scuola di Perugia. Non so dove abbia letto le parole “pesanti” tra Ordine e Usigrai e dove le mie “minacce” che peraltro, in privato, smentisce io abbia fatto
“Rai, non mandare in onda il reality “The Mission”. #nomission”. Firma la petizione su Change.org
La rivincita del Presidente somalo Mohamud
Berlusconi e l’anomalia italiana
Berlusconi non molla, Casson: “La sentenza deve essere rispettata ed eseguita”
Fiaccolata di solidarietà per Padre Paolo Dall’Oglio
Obiettivi urgenti contro la mafia che cambia
Morti sul lavoro, sono 700 non 348 nei primi 6 mesi del 2013. Facciamo chiarezza sui numeri
Rai: modello Perugia?
A settembre una grande manifestazione unitaria per difendere la Costituzione
La grazia? No grazie!
Povere vittime dell’Italicus
Collateral murder della verità e della democrazia
Italicus, altra strage da non dimenticare
Berlusconi: grazie alle Tv comanderà sempre lui
La sentenza della Cassazione sembrava aver confermato quel principio di uguaglianza alla base di qualunque democrazia. Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, ricchi e potenti compresi. Questo in sintesi, al di là del merito della vicenda giudiziaria, il lascito della decisione della Suprema Corte e questo era il commento prevalente degli organi di informazione internazionale: “in Italia l’ex Presidente del Consiglio non è riuscito a fermare il corso della giustizia”.
Berlusconi: ‘O la grazia o il voto’. Come ‘o la borsa o la vita’
‘O la grazia o il voto‘, una minaccia che ricorda nei modi, nei suoni, nello stile, un’altra esclamazione: ‘O la Borsa o la vita’. La sostanza non è, per altro, molto diversa.
Un signore, appena condannato in via definitiva, chiede al Presidente della Repubblica di graziarlo, non perché pentito, ma perché, altrimenti metterà a ferro e fuoco le istituzioni, magari a colpi di videocassette ritrasmesse da reti compiacenti.
