Giornalismo sotto attacco in Italia

In Burkina Faso un giornalista è scomparso da due anni

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Il 24 giugno 2024 uomini armati sospettati di far parte dei servizi segreti hanno fatto irruzione nell’abitazione del noto giornalista burkinabé Serge Oulon, direttore del quotidiano “L’avvenimento”.
Un mese dopo, il capo della giunta militare al potere in Burkina Faso dal settembre 2022, il capitano Ibrahim Traoré, ha ammesso che un giornalista colpevole di aver diffuso notizie false era stato arrestato nella capitale Ouagadugou.
In seguito, il governo ha confermato che Oulon e altri giornalisti erano stati arruolati nelle forze armate: una coscrizione obbligatoria usata per punire e togliere di mezzo i dissidenti e coloro che criticano pubblicamente le autorità: nel 2025, dopo numerosi appelli, almeno sette giornalisti e tre attivisti sono stati “congedati”.
Nel frattempo, il quotidiano “L’avvenimento” è stato costretto alla chiusura.
Prima che si perdessero le sue tracce, Oulon è stato trattenuto in due edifici situati di fronte all’ambasciata degli Usa, picchiato e privato di cibo.
Oulon aveva svolto numerose inchieste sulla corruzione all’interno delle forze armate. Alla fine del 2022 aveva rivelato che un comandante della regione centro-nord aveva sottratto alle casse dello stato 400 milioni di franchi centrafricani per armare una milizia, i Volontari per la difesa della patria.
A due anni dalla sparizione, Amnesty International, Human Rights Watch, l’Osservatorio Kisal, l’Osservatorio per la protezione dei difensori dei diritti umani, l’Organizzazione mondiale contro la tortura e Reporter senza frontiere hanno lanciato un appello alle autorità del Burkina Faso chiedendo informazioni su Oulon e sollecitando il suo ritorno in libertà.

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