Francesco Guccini se ne è andato come ha vissuto, senza clamori, a Pavana aveva vicino gli affetti più cari.
Addio al Maestrone, al poeta, al nostro più grande cantautore. Le sue canzoni sono indimenticabili come l’Avvelenata e la Locomotiva, per lui le canzoni rappresentavano la colonna sonora dell’umanità.
Mi sono entrate nel cuore quelle che Francesco ha dedicato alla memoria, ai conflitti visti attraverso gli occhi di un bambino, alla distruzione dell’essere umano: Auschwitz che racconta l’orrore dell’Olocausto: “Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello, eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento”; Quel giorno d’aprile, il giorno in cui è finita la guerra; Il vecchio e il bambino, dove il vecchio descrive uno scenario post-atomico ad un bimbo nato dopo un olocausto nucleare : “Un vecchio e un bambino si presero per mano e andarono insieme contro la sera la polvere rossa si alzava lontano e il sole brillava di luce non vera”; Primavera di Praga evoca l’invasione sovietica della Cecoslovacchia.
Queste canzoni sono capolavori indimenticabili e purtroppo sempre attuali.
Era un uomo libero, mai prono alla politica, dalla coscienza critica come i suoi testi, sempre attento agli ultimi.
Molti momenti della mia vita professionale sono legati a Francesco Guccini. La mia prima trasmissione per RadioRai è iniziata con una sua intervista; nel mio film per Rai3 “Cantare la città” è uno dei protagonisti insieme a Claudio Lolli e Pierangelo Bertoli; uno dei miei ultimi lavori dedicati alla storia televisiva di Enzo Biagi, ha Francesco come protagonista di una puntate dove parlammo di Biagi, della loro parentela lontana, la sua bisnonna aveva sposato un bisnonno del grande giornalista, lì ho scoperto quanto si somigliavano: erano due montanari, non solo per le radici ma per il carattere.
Cantautore, scrittore ma anche attore, lavorò in alcuni film, tra questi il primo di Ligabue Radiofreccia. Indimenticabile è un lavoro della fine degli anni Settanta con Roberto Benigni il titolo è Onda libera: in una stalla Benigni tenta di disturbare i canali della Rai con la tv libera di sua costruzione chiamata Tele Vacca, Guccini interpreta se stesso, è l’ospite del conduttore Mario Cioni (Benigni).
Francesco Guccini non è mai andato al Festival di Sanremo, il perché lo ha raccontato in una intervista a Enzo Biagi: “Il mio mondo e quello della televisione nazional popolare sono distanti e incompatibili”.
Ecco il montanaro dell’Appennino Tosco-Emiliano che viene fuori!
Ciao Francesco.
