Il presidente #Mattarella e Mons.#Zuppi si sono detti a favore di una scuola pubblica inclusiva e aperta a tutti, schierandosi apertamente contro le dichiarazioni della presidente Meloni, ormai in piena campagna elettorale, impaurita dall’ ex generale Vannacci. Eppure ci sarebbero tanti motivi per parlare della scuola in modo costruttivo. Per esempio Presidente #Meloni cercherei di aumentare i soldi destinati all’istruzione, agli insegnanti, agli edifici scolastici a pezzi, al tempo pieno per evitare dispersione scolastica, aumenterei le classi e i corsi di italiano, perché l’istruzione è l’unica arma vera di crescita di un paese. Non farei propaganda elettorale proprio sulla scuola e sulla pelle dei bambini stranieri. Da mamma avrei un po’ più di pudore a diffondere paure razziste. Il governatore della Banca di Italia Panetta di recente ha ricordato che noi spendiamo troppo poco per l’istruzione rispetto alla media dei paesi europei, meno del 4% del PIL. Presidente Meloni lei sa perfettamente che le sue affermazioni sono pura propaganda, perché quello di cui parla riguarda una minima percentuale di classi ed è difficile realizzare quanto chiede con la redistribuzione degli studenti stranieri. C’è già una circolare del 2010 della ministra Gelmini che invitava a una redistribuzione più adeguata degli alunni, ma servono risorse, però, che non vengono stanziate per aumentare le classi e gli insegnanti. Serve invece più integrazione con maggiori aiuti pratici per evitare che alcuni alunni rimangano indietro. E basta con questo tono aggressivo anche quando parla di bambini. Basta con la paura! Si occupi della sicurezza in modo serio con politiche vere di integrazione. Una scuola aperta a tutti è la prima forma di integrazione e di controllo sociale sulle disuguaglianze e i bisogni dei più deboli. Il ministro Valditara in un’intervista al Corriere parla di fuga dei bianchi dalla scuola pubblica. Sorrido pensando che le famiglie italiane più facoltose scelgono scuole internazionali dove gli studenti sono tutti stranieri di culture e religioni differenti e si parlano solo lingue straniere. Ma quelli sono bambini di famiglie italiane e straniere che possono permettersi di pagare rette costose. Ognuno in queste scuole private mantiene la propria cultura, ma il progetto è comune. Crescere in un ambiente internazionale e diventare cittadini del mondo rispettandosi a vicenda.
