Giancarlo, così come è conosciuto da tutti. Giancarlo Siani, un “giornalista giornalista”. Quel ragazzo con il volto pulito che ragazzo lo rimarrà per sempre.
Il 23 settembre del 1985, quattro giorni dopo il suo compleanno, a soli 26 anni, venne ucciso dalla camorra, semplicemente perchè scriveva e lo faceva senza guardare in faccia nessuno.
“Non ha paura a scrivere certe cose?” chiese una studentessa a Giancarlo Siani e lui rispose: “Ogni tanto sì”. Subito dopo, uno studente gli domandò: “E allora perché lo fa?”, seguì un attimo di riflessione e Siani rispose: “Perché è il mio lavoro, perché l’ho scelto. E non è che mi senta particolarmente coraggioso nel farlo bene. E’ che la criminalità, la corruzione, non si combattono soltanto con i carabinieri. Le persone per scegliere devono sapere, devono conoscere i fatti. Allora quello che un giornalista-giornalista dovrebbe fare è questo: informare”.
Amava la vita, Giancarlo. E tante volte ce lo ha spiegato suo fratello, Paolo Siani.
Chissà cosa direbbe oggi Giancarlo, in un mondo così caotico. Chissà cosa scriverebbe di queste mafie ancora oggi purtroppo forti. Chissà.
A noi resta ricordare un esempio di “giornalista giornalista” che non si è mai arreso e che vive nei cuori di tanti ragazzi. Lo volevano rendere muto, lo hanno fatto parlare per sempre!
