“La radio non deve limitarsi ad informare e intrattenere, deve entrare direttamente nelle case degli italiani per plasmarne la coscienza politica e creare un a platea di ascoltatori fedeli al regime”. Con queste parole Galezzo Ciano convinse Mussolini a impadronirsi totalmente dell’Eiar e a farne il più potente strumento d propaganda della dittatura fascista.”
Certo, di tempo ne è passato. Gli strumenti di comunicazione sono tanti, quasi infiniti, ma la platea della televisione e della radio di quello che fu il servizio pubblico resta molto numerosa e molto importante. E’ una platea adulta e anziana, spesso con un livello di istruzione non molto alto, persone sulle quali la propaganda si infiltra con l’obiettivo di cambiarne la percezione degli avvenimenti. E spesso ci riesce.
Prendiamo il recente caso di Ceuta. Immagini ossessivamente ripetute dei ragazzi che corrono verso le case, estratte con l’intento di incutere paura, sollecitare inquietudine. La maggior parte degli spettatori del tg1 non avrà capito niente della folle decisione del governo di chiudere le frontiere con la Spagna: nel loro sentire resterà solo l’impressione del rischio di una invasione di migranti africani.
La propaganda dentro la Rai è diventata con questo governo nettamente superiore alla normale informazione. Non era accaduto neppure durante i governi Berlusconi, non in questa misura.
E quindi come potrebbe questo governo accettare il Media Freedom Act europeo, entrato in vigore un anno fa, che chiede al servizio pubblico la non dipendenza dai partiti? E infatti prepara una legge che cancella l’ultimo barlume di pluralismo, il presidente di garanzia della Rai. Tutto e solo a chi governa, senza nessun contrappeso, come vorrebbero in ogni aspetto del governare, impediti in molte cose da quella mai sufficientemente lodata Costituzione della repubblica italiana. La violenza del continuo attacco alla magistratura e a quel che resta (poco) della stampa indipendente ce lo conferma ogni giorno.
Se esiste una opposizione in grado di rendersi schieramento alternativo alla destra, inserisca il tema del’EMFA fra le sue priorità. Un testo il cui mancato recepimento è stato definito dal presidente Mattarella “incomprensibile”. Se i progressisti sono una forza concreta battano un colpo su questo. Adesso. Oggi. Immediatamente. Domani, ancora una volta, sarà tardi.
