Una crisi di nervi ha colpito governo.
La prospettiva di una possibile sconfitta alle elezioni ha scatenato le peggiori pulsioni.
La presidente Meloni promette di congelare il bollo ad alcuni italiani, nel frattempo arrivano rincari da mille euro a famiglia.
Tajani invita a sposare donne non appariscenti e con le gonne lunghe, si tratta dell’unica svolta da lui impressa nel dopo Berlusconi.
Il defunto cavaliere non mancherà di chiedere alla figlia Marina di licenziare lo spergiuro.
Infine Salvini nel delirio di Pontida, ossessionato dalle contestazioni dei suoi ex elettori, ha pensato bene di ingiuriare i cronisti, tra loro Paolo Berizzi, unico giornalista in Europa sotto scorta per le minacce dei nazifascisti.
Nelle sue puntuali cronache ha documentato i rapporti tra la destra italiana e i peggiori gruppi fascisti.
Non a caso anche La Russa lo ha spesso onorato delle sue attenzioni.
Sarà il caso di ricordare che Salvini nel passato aveva chiesto e ottenuto da Telemeloni la testa di Saviano, e di recente quella di Ranucci, anche in questo emulò Putin.
In ogni caso un ministro che eccita la folla contro un cronista “sotto scort” andrebbe cacciato dalla presidente del consiglio
Articolo 21 non solo è solidale con Paolo Berizzi, portavoce della associazione in Lombardia, ma parteciperà a tutte le iniziative, anche legali, che Berizzi, il comitato di redazione, promuoveranno in ogni sede a tutela della costituzione antifascista
Se dovesse accadere qualcosa a Berizzi, il nome del mandante non sarà ignoto.
