Colpisce e ferisce la vicenda della professoressa di Lettere Isabella Marsilio della scuola media Giovanni Verga di Centocelle, quartiere della periferia di Roma, accoltellata tre volte al fianco, da uno studente tredicenne, per vendetta contro i due debiti in altrettante materie insegnate dalla prof: “La odiavo”, così il ragazzino avrebbe dichiarato agli inquirenti.
Purtroppo è L’ennesima violenza scatenata all’interno di mure scolastiche.
Colpisce la premeditazione del giovane studente.
Colpisce il fatto che i suoi genitori non si siano ancora fatti vivi con l’insegnante.
Colpisce che uno studente proveniente dal Congo, a rischio della propria vita, sia intervenuto, mettendo a terra e disarmando il compagno di classe, salvando la professoressa da ferite che potevano essere ben più gravi.
Non è la prima volta che giovani provenienti da altri paesi intervengano salvando da violenze altre persone non solo all’interno delle scuole, per strada, nelle acque marine e di fiume.
Feriscono profondamente le parole inopportune della signora Marsilio che dopo aver ringraziato il giovane congolese ha dichiarato che lei rimane dell’idea “vanacciana” della remigrazione soprattutto nei confronti di chi è irregolare.
La docente, molto attiva sui social, in particolare contro la società multietnica, sulla sua pagina Facebook come immagine di copertina, appariva il volto del fondatore del Movimento Sociale Giorgio Almirante: immediatamente cancellata.
La scuola pubblica deve essere per tutti, deve accogliere tutti.
La professoressa Marsilio dovrebbe approfondire meglio la nostra Costituzione, lo dobbiamo fare tutti ma lei in particolare che insegna a tanti giovani studenti: l’Articolo 34 sancisce il diritto all’istruzione e stabilisce che la scuola è aperta a tutti senza discriminazioni, l’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
Un dubbio nasce legittimo: la docente ha 66 anni, un anno alla pensione, per quanti anni ha insegnato, trenta, quaranta, non credo che questi ideali antisociali e antidemocratici siano rimasti sopiti nella sua testa, visto quello che ha esternato in questi giorni.
Questo atto violento all’interno di una scuola, l’ennesimo, oltre a produrre da parte degli inquirenti indagini nei confronti della famiglia e degli ambienti frequentati dall’alunno, dovrebbe far intervenire anche il ministero dell’Istruzione per rendere obbligatorio lo studio e l’approfondimento della Costituzione. Se qualche insegnate non è d’accordo andrà a fare un altro mestiere. Ce ne faremo una ragione.
