La Corte d’Assise d’Appello di Napoli riconosce la colpa, ma “estingue” il reato per prescrizione: Medicina Democratica, con la proposta di istituzione reato di omicidio da lavoro, dice “mai più”!
Napoli, 30 ottobre 2026. “Medicina Democratica, parte civile nel processo Eternit Bagnoli, sostiene una proposta di introduzione del reato di omicidio da lavoro tale da escludere la mannaia della prescrizione: tutti gli infortuni e le malattie professionali, con esito mortale, vanno considerate omicidi da lavoro“, è quanto ha dichiarato Paolo Fierro, vicepresidente nazionale di Medicina Democratica, in riferimento alla sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Napoli, del 27 ottobre scorso, che ancora una volta, grazie alla norma della prescrizione del reato, prevista dal codice penale, ha consentito il “salvataggio” dell’imprenditore svizzero Schmidheiny dalle conseguenze penali per le morti di amianto a Bagnoli. Come è noto, infatti, si è arrivati alla prescrizione, dilatando i tempi di un ulteriore anno, con l’artifizio della richiesta di traduzione in tedesco della precedente sentenza di condanna a 12 anni dell’imprenditore svizzero.
Medicina Democratica ricorda inoltre che a questa sentenza si è arrivati anche grazie allo scorporo del processo di Bagnoli dal processo Eternit di Torino, che ha contribuito ad un ulteriore allungamento dei tempi.
Ma il problema amianto a Bagnoli rimane irrisolto:” La giustizia ambientale ancora una volta non riceve una risposta esaustiva dalle aule del tribunale – ha aggiunto Paolo Fierro – posto che noi non ci aspettiamo da un iter giudiziario su questi temi una sorta di nemesi per i crimini ambientali, vorremmo però una soluzione per l’inquinamento a Bagnoli, che è stato prodotto dalle aziende presenti nel territorio dal secolo scorso, fra cui nel caso specifico l’Eternit, ma anche la Cementir e la stessa Italsider, le cui scorie, altamente nocive, sono state nascoste sotto un tappeto di cemento, capping, che andrà a coprire la colmata a mare, che è stato lo sversatoio per decenni dei rifiuti industriali del’Italsider.”
Le conseguenze drammatiche delle mancate bonifiche sono evidenti: secondo gli ultimi dati del registro tumori ASL Napoli 1, persiste a Bagnoli infatti il picco massimo di mortalità per mesoteliomi e per carcinoma ovarico, rispetto non solo ai dati riferiti a tutta la città di Napoli ma anche sul piano nazionale. I casi di morti per mesotelioma a Bagnoli sono 2,3 per centomila abitanti, mentre sul piano nazionale sono 0,08 per centomila abitanti.
