“Bisogna ringraziare Donald Trump perché porta la pace, non la guerra”, afferma Meloni che propone il presidente americano come candidato al Nobel per la pace. “Amo l’Italia, penso che Giorgia sia una grande leader”, risponde Trump. Poi inizia lo smarcamento di Meloni dopo le frasi di Trump contro Papa Leone,e dalla Casa Bianca giunge un segnale di distacco. “Meloni mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena”. Ma Meloni non rinnega i suoi legami con Trump e nel libro di Vespa ammette: “Non mi pento di essere stata molto vicina al presidente Trump all’inizio del suo secondo mandato, perché farlo significava difendere l’interesse nazionale”. Ma Meloni è in buona compagnia. Tajani, dopo la sconfitta dei conservatori americani, mette le mani avanti: “Mai stati trumpiani, Meloni non è una Maga”. Tajani è ministro degli esteri, ed è lo stesso che durante la cerimonia di “Board of peace”, calza il cappello Maga rosso. Poi c’è Salvini, trumpiano della prima ora. che dopo aver osannato il presidente americano per anni oggi giudica la sconfitta repubblicana come “utile alla pace”. Durante la sua campagna elettorale per le elezioni regionali in Campania, Sangiuliano si presenta con un cappellino rosso ispirato a quello di Trump, adattando lo slogan in “Make Naples Great Again”. Oggi di quella elegia del culto trumpiano nella destra italiana rimane poco o nulla, spazzata via da improvvise amnesie.
Il sovranismo italiano dopo la sconfitta di Trump
Come prevedibile, la vittoria dei nuovi democratici americani e la sconfitta politica di Trump e dei repubblicani, mettono in discussione l’intero progetto MAGA. L’avvento di Trump nella scena politica, con la sua vittoria alle elezioni presidenziali del 2016, determina l’ascesa di leader che si impongono in tutto il mondo con identiche parole d’ordine e riferimenti culturali alla destra radicale: Bolsonaro in Brasile, Milei in Argentina, Orban in Ungheria, Le Pen e Bardella in Francia, Abascal in Spagna, Nawrocki in Polonia, Salvini, Meloni e Vannacci in Italia, i “Patrioti perl’Europa”, Waider in Germania, e molti altri. Un miscuglio di sovranismo, suprematismo, populismo, nazionalismo identitario. Ora che il Re è nudo e scopre di essere battibile, come da tradizione, quelli che per anni avevano giustificato ogni azione e pensiero di Trump improvvisamente si smarcano e dimostrano segni di amnesia.
La destra tra amnesie e smarrimenti.
