Terza e ultima giornata a Orvieto per il Forum dell’indipendenza italiana, dal titolo “Il futuro dell’Italia” in programma quest’anno dal 18 al 20 settembre al la presenza del fondatore di Futuro Nazionale Roberto Vannacci e dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno.
In contemporanea, dalle 10 alle 13 in piazza Gualterio, si è tenuto il presidio «democratico e antifascista» promosso da Anpi, Articolo 21, Spi Cgil e Rose rosse d’Europa, al quale hanno partecipato circa un centinaio di persone.
A scendere in piazza è stato anche il senatore dem Walter Verni: «Non vogliamo togliere la parola a nessuno – ha detto – anzi i Vannacci possono parlare in questo paese proprio perché ottant’anni fa vinsero quelli che volevano la democrazia, non quelli che sarebbero stati i suoi amici, cioè i fascisti. Ma bisogna alzare la voce democraticamente contro idee come remigrazione, donne e tanti aspetti della vita»; idee che l’esponente pd definisce «violente, retrograde, razziste, estranee alla convivenza civile di questo paese».
Simbolo di chiusure «L’Umbria – ha aggiunto – è la terra delle marce della pace, del dialogo, di Capitini. È una terra che include e non esclude, apre e non chiude. Vannacci è il simbolo delle chiusure, dei muri, in un tempo drammatico in cui servirebbero ponti e dialogo». Tra i coordinatori del presidio anche Enrico Pietrangeli: «Non è nel nostro dettato costituzionale – ha sottolineato – impedire qualcosa a qualcuno». L’obiettivo è invece contrastare «una visione lesiva dei diritti delle persone».
