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Una Mostra per la Siria e per tutte le vittime dell’odio e del terrorismo

 

In una delle sue rarissime dichiarazioni pubbliche, Caesar ha detto: “ il mio compito era documentare la morte.” Caesar è lo pseudonimo attribuito ad  un ex ufficiale della polizia militare siriana che ha defezionato nel 2013 riuscendo a portare all’estero 55mila foto che lui stesso aveva dovuto scattare, documentando con raccapricciante precisione la morte e le torture subite da detenuti nelle carceri di Bashar al Assad dal 2011 al 2013. Sono più di 50mila scatti, insostenibili, 28mila dei quali sono di cadaveri in buona parte già identificati.

Un’autorevole commissione internazionale di esperti forensi e giudici ha già passato al vaglio le foto di Caesar, certificandone l’autenticità e dichiarandone l’ammissibilità in caso di processo al regime per crimini contro l’umanità. Già esposte al palazzo di vetro dell’Onu e al museo dell’Olocausto di Washington le foto di Caesar, per iniziativa della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, di Amnesty Italia, della Focsiv, di Articolo 21 , di Unimed e di Un Ponte Per saranno esposte al museo di arte contemporanea di Roma, MAXXI, dal 5 al 9 ottobre.
Alla presenza di autorevoli personalità politiche, culturali e religiose la mostra sarà inaugurata alle 18.00 con un minuto di silenzio e preghiera per tutte le vittime dell’odio e del terrorismo.

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