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Sicurezza sul lavoro. Tre morti in un giorno, la politica tace

 

All’ILVA di Taranto è morto il terzo lavoratore in pochi mesi. Ciro Moccia è caduto da un’altezza di 15 metri assieme ad un collega rimanendo ucciso sul colpo mentre il suo collega è rimasto gravemente ferito. E questo in una fabbrica tra le più grandi d’Europa: sembra che fossero appoggiati coi piedi  e a quell’altezza ad una lamiera che ha ceduto. Ma vi rendete conto che in uno stabilimento di 15 operai ci sono operai che lavorano a 15 metri d’altezza su di una lamiera e senza essere assicurati a cinture di sicurezza? A Senigallia è morto dopo due anni di coma Orfeo Piombetti di 45 anni, anche lui era caduto da diversi metri d’altezza senza protezioni. Immaginate le terribili sofferenze di questi lavoratori, e dei loro familiari: vedere un proprio caro per due anni in quelle condizioni. A Lugo di Grezzana un operaio di 41 anni  è rimasto schiacciato da una lastra di marmo: quando sono arrivati i soccorsi era ancora in vita ma è deceduto poco dopo. E questo in neppure due giorni completi di lavoro.

P.S. Nessuno in campagna elettorale ha risposto all’accorato appello dell’Osservatorio Indipendente di Bologna sui morti sul lavoro affinché il nuovo parlamento prendesse finalmente e urgentemente a cuore la situazione delle morti sul lavoro, che sembrano non interessare nessuno, nonostante sia un problema gravissimo per un paese civile. Qualcuno si deciderà a battere un colpo?

*l’autore è curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

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