Ma quando all’indignazione seguirà finalmente un’azione internazionale che condanni i misfatti dello Stato d’Israele? Oggi gridano vendetta le immagini dei pacifisti di mezzo mondo arrestati e umiliati da Ben Gvir che di quello stato è autorevole ministro e che solo
qualche mese fa mostrava con orgoglio un cappio per impiccagione sul bavero della giacca: aveva ottenuto la condanna a morte per i palestinesi condannati. E come valutare l’infinita ipocrisia del suo capo, quel Netanyahu che non aveva alcuna remora quando bombardava e demoliva Gaza, massacrava donne, bambini, anziani ed ora fa finta di criticare il suo ministro: solo pochi giorni prima ha applaudito l’azione di pirateria della sua marina in acque internazionali contro le barche della flotilla umanitaria e l’arresto dei pacifisti. Finalmente si è levata la voce di Tajani e della Meloni, una voce di protesta da governanti in difesa dei propri cittadini. Ma quei coraggiosi missionari, compagni, amici che sfidano le violenze israeliane per cercare di portare sollievo alle stremate popolazioni palestinesi, prive anche di medicinali, dall’aspirina ai salvavita, appartengono al mondo della Pace, non a questo o a quel Paese che peraltro in questi anni hanno mostrato di volersene lavare le mani. Un’internazionale del soccorso trattata in modo infame dal governo israeliano come
fiancheggiatrice dei terroristi. Definizione che rende bene l’idea che i governanti israeliani hanno dei palestinesi da loro perseguitati e il perché eseguono un genocidio che inutilmente cercano di nascondere, mentre si vantano di aver occupato il 60 per cento del territorio abitato dai palestinesi. L’internazionale della Pace sta riuscendo a fare tutto quello che neppure l’Onu è capace di fare: mostrare la brutalità di governanti già condannati dalla Corte Penale Internazionale e che un giorno dovrebbero davvero finire sotto processo per i terribili reati
commessi. E infine gli ebrei. Gad Lerner chiede che non si parli di Stato Ebraico, perché l’ebraismo è tutt’altra cosa rispetto a quel che mostrano Netahyahu e i suoi. Questo dall’esterno. Ma dall’interno diventa sempre più urgente che il mondo della cultura, della storia, dell’umanità che fa riferimento a quella millenaria religione faccia sentire forte la propria condanna.
