Interni
Grazie Don Gallo per quello che ci hai regalato
Addio Don Gallo, prete di strada
Ivan d’Italia
Schulz: “da Borghezio parole vergognose”. Oggi Art.21 a Strasburgo per consegnare 130mila firme ai parlamentari europei
“Borghezio incompatibile”: dopo la nostra petizione arriva già la presa di distanza dai colleghi europei. E domani siamo a Strasburgo per consegnare le 130mila firme
Lampedusa, l’isola che ospita la “biblioteca multiculturale”
Incompatibili con Borghezio
Uno spettro si aggira per l’Italia: la condivisione. Tutto deve essere condiviso, quello che determina conflitto e dialettica viene bollato con il nuovo marchio di infamia: Divisivo. Divisivo, per fare un esempio, é chi parla di conflitto di interessi o di ineleggibilità. Divisivo é chi si ostina a ritenere un oltraggio la marcia contro i tribunali. Divisivo è chi condanna senza appello le leggi bavaglio. Tanto per non smentire chi ci accusa di essere “Divisivi”, martedì prossimo saremo, come Articolo 21, a Strasburgo
Landini: “oggi la vera sfida è applicare la Costituzione in tutti i suoi punti. Per garantire il diritto alla salute, al lavoro, all’istruzione e ad una informazione libera”
Napolitano, Grasso e Amato al processo sulla morte di Falcone e Borsellino
I pubblici ministeri Nino Di Matteo, Francesco Del Bene, Roberto Battaglia e Vittorio Teresi (Ingroia, come è noto, dopo le sue disavventure politiche, è stato trasferito alla procura di Aosta) hanno chiesto alla corte di Assise di Palermo di convocare al banco 176 testimoni tra i quali il presidente Napolitano, il presidente del Senato Pietro Grasso e il procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani, ma anche ex ministri come Giovanni Conso, Claudio Martelli, Vincenzo Scotti e Giuliano Amato.
Nasce anche a Firenze il circolo di Articolo21
“Silenzio inaccettabile per gli infortuni sul lavoro, squarciamo il velo di indifferenza e abbattiamo il muro di gomma”
Querela temeraria anche per Adriano Chiarelli?
E se il parlamento rifiutasse il bavaglio?
Minori non accompagnati. A Roma una vicenda ancora aperta
Denis Bergamini, ennesimo caso di una giustizia a lungo muta
L’agenda rossa di Borsellino e altri misteri
Il mistero se possibile a distanza di ventun anni si infittisce. Perché non si tratta ormai solo di sapere che fine abbia fatto l’agenda rossa da cui Paolo Borsellino non si separava mai. Si tratta ora di sapere perché e da chi è stata fatta sparire. Nel corso del processo per la strage di via D’Amelio che costò la vita al magistrato e alla sua scorta, sono stati mostrati spezzoni di filmato amatoriale dove emerge chiaramente che un ufficiale dei carabinieri, il colonnello Giovanni Arcangioli prende in consegna la borsa del magistrato: “Non so dire come e perché avessi la borsa del giudice Borsellino”
Intercettazioni, il Pdl ci riprova. Casson: “doppio bavaglio a magistratura e informazione”. Art.21, “associazioni per la libertà di stampa rispondano all’unisono”
Via Fauro: 20 anni dopo
Chi oggi passa da Via Fauro, a Roma, guarda con indifferenza quel muretto che cinge una scuola e la curva che porta su Via Parioli, lasciandosi alle spalle il Teatro Parioli.E se volete trovare notizie su quel che accadde qui 20 anni fa, troverete sui motori di ricerca del web, soprattutto una infinita serie di offerte immobiliari. E, alla fine, solo due siti che ricordano quelle 21,35 (circa) del 14 maggio 1993, quando un’auto bomba con 100 Kilogrammi, fece saltare per aria mezza strada, formando un cratere (“ellissoidale”) profondo 40 centimetri,oltre a rendere inabitabili per un periodo più o meno lungo di tempo, ben 4 palazzi,tra via Fauro e Via Boccioni. Una ragione c’è: quell’attentato di Via Fauro non provocò
