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“Silenzio inaccettabile per gli infortuni sul lavoro, squarciamo il velo di indifferenza e abbattiamo il muro di gomma”

 

Vi segnalo questo intervento del segretario della Cgil di Prato Lorenzo Pancini, di cui condivido ogni singola parola! Con la speranza davvero, che chi di dovere faccia qualcosa di concreto per fermare questa mattanza quotidiana, questa strage nell’indifferenza, che non fa solo morti, rovina famiglie e rende tanti giovani orfani e soli. La sicurezza sul lavoro è molto importante! Il lavoro non può essere una fabbrica di vedove e morti, deve essere un luogo di vita.

Il 6 maggio un operaio di 23 anni è rimasto ferito in un’azienda di via Vannucchi, colpito alla testa ha avuto una emorragia cerebrale. Il 10 maggio un lavoratore di un’azienda che opera presso l’ASM è caduto da una scala su un nastro trasportatore procurandosi diverse fratture. Al di là delle dinamiche e dell’accertamento delle responsabilità su cui sta facendo le indagini il servizio di prevenzione della Azienda USL 4, ci interessa rilevare che nel nostro territorio in meno di una settimana si sono verificati due infortuni gravi. Nello stesso periodo in due giorni in Italia c’è stata una vera e propria strage di lavoratori, oltre agli 8 morti di Genova e al lavoratore ancora disperso, sono morti in diversi parti d’Italia altri 8 lavoratori, nell’industria, nei servizi, in altri porti, in agricoltura. Quello che vogliamo denunciare è che questo avviene in un silenzio quasi totale di tanti attori: la politica, prima di tutti, che sembra ignorare completamente queste tragedie, avvitata com’è su se stessa; Le istituzioni che sembrano impermeabili a queste problematiche, anche quando il Capo dello Stato, all’inizio del suo primo mandato, aveva rilanciato con forza il problema ponendo anche all’attenzione degli organi di informazione la necessità di informare puntualmente sugli infortuni più gravi o mortali.
Oggi tutto sembra riassorbito da una melma che tutto livella: anche le conclusioni del 15 gennaio 2013, della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alle cosiddette “morti bianche” della XVI legislatura, sembrano far parte di una storia lontana. Bisogna riuscire a squarciare questo velo di indifferenza, abbattere il muro di gomma su cui tutto rimbalza e fare in modo che i temi della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro non siano un dramma solo per le vittime e i loro cari, o un problema dei servizi di prevenzione e della magistratura.
Poniamo all’attenzione delle persone, della politica, delle istituzioni e degli organi di informazione questi temi, perché questo silenzio è davvero inaccettabile.
Lorenzo Pancini, Segreteria CGIL Prato

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