Giornalismo sotto attacco in Italia

L’accademico israeliano Bartov parla a Roma

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Vengo invitato all’incontro con Omer Bartov, nella sede della casa editrice Laterza. Il professore di storia israeliano, ma da anni negli Usa, è affiancato da Anna Foa, altra voce critica contro il Governo Netanyahu, per presentare il suo libro ‘’Nell’abisso – Dal sionismo al genocidio, la sconfitta morale di Israele’’. Ed entra subito nel cuore dei temi salienti.

‘’Israele non ha una costituzione per scelta. Altrimenti avrebbe dovuto inserire il criterio di uguaglianza anche per i palestinesi israeliani. Che pure è declamato nella Dichiarazione d’Indipendenza, ma è stato subito tradito proprio ai danni degli arabo-israeliani’’. Poi corregge un luogo comune: ‘’Attenzione a criticare come miope il rifiuto dei palestinesi di creare subito un loro stato nel ’48, perché la proposta dell’ONU era fortemente sbilanciata a favore degli ebrei’’. Sulla soluzione dei due stati, è scettico, ”perché ormai i coloni hanno eroso troppo le terre dei palestinesi. Credo invece nella creazione di una nazionalità palestinese in uno stato israeliano, con parità di diritti, come se un italiano vivesse a Berlino, senza essere tedesco’’.

Si arriva al punto nodale del genocidio, che Bartov ammette a Gaza, dall’alto dei suoi lunghi anni di studio dell’Olocausto. Rinforza la denuncia Anna Foa, nel suo intervento ‘’Ero ancora indecisa su questa definizione, ma quando ho visto che i camion carichi di beni alimentari venivano fermati ai varchi, ho capito che la fame sarebbe stata utilizzata come un’arma di sterminio indiscriminato di un popolo non di un esercito, tipica del genocidio’’.

Arriva lo spazio delle domande. Tra gli altri, si alza Yousef Salman, rappresentante dei palestinesi di Roma, e fa una richiesta precisa. ‘’Questo dibattito è importante, ma io vi chiedo di insistere presso l’opinione pubblica, affinché venga riconosciuto lo Stato di Palestina. Non è una formalità. Qualsiasi sia lo sviluppo degli eventi, darà a noi palestinesi la forza di una identità compiuta’’. Bartov annuisce e vuole chiudere con una nota di speranza. ‘’C’è una società civile vitale e tenace, israeliana e nella diaspora, che non si rassegna alla brutalità militare, né ai tentativi di Netanyahu per eliminare i contropoteri nella società israeliana. Attraversiamo un momento di altissime tensioni interne ed esterne, ma ci sono tante persone che non vogliono regredire nell’odio religioso. Credo nella mobilitazione di tanti ebrei pacifisti, dentro e fuori Israele; nonché nella forza delle idee per far prevalere l’umanità’’. Me ne vado sollevato: ascoltare un giusto dà speranza.


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