Giornalismo sotto attacco in Italia

Monopolio televisivo. 50 anni di una storica rivoluzionaria sentenza

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Il 28 luglio si svolgerà in Sapri – ridente cittadina che si affaccia sull’incantevole golfo di Policastro – un Evento Nazionale – patrocinato dalle Regioni Campania, Basilicata e Calabria – che ricorderà i 50 anni da quando il 28 luglio 1976 fu emessa la storica rivoluzionaria sentenza (n° 202) della Corte Costituzionale che dichiarò illegittimo il monopolio televisivo su scala locale per violazione degli artt. 3 e 21 della Costituzione. La Corte dichiarò l’illegittimità costituzionale degli art. 1, 2 e 45 della L. n° 103/1075 nella parte in cui non consentivano l’installazione e l’esercizio di impianti di diffusione radiofoniche e televisiva via etere di portata locale, previa autorizzazione statale. Ciò perché il monopolio statale comportava una grave compressione dei fondamentali principi di eguaglianza e libertà sanciti, appunto, dai citati articoli della Costituzione. La decisione di fatto liberalizzò l’etere locale aprendo la strada al pluralismo dell’informazione.

Ci si domanda perché a Sapri? Perché tra i primissimi a comprendere la portata dirompente di tale sentenza vi fu un giovane saprese, Antonio Luppino – detto “Tonino”, poi diventato giornalista – che non solo portò alla luce quella struttura c.d. “pirata” già, in parte, operativa dal 1975 sotto la dicitura “prove tecniche di trasmissione”, quanto realizzò “Radio Sapri” mandando in onda un vero e proprio “giornale-radio” fornendo, così, ai cittadini servizi di informazione, notizie di cronaca, comunicati stampa, notiziari stampa, interviste a politici sia locali che nazionali, considerazioni e commenti su fatti e avvenimenti amministrativi e politici di Sapri e degli altri comuni del Golfo di Policastro.

Il successo fu tale che lo “speaker radiofonico” decise di trasmettere i “giornali-radio” tre volte al giorno fornendo, così, alla collettività continue notizie in tempo reale, anticipando di molto il modello di “radio-giornale”, poi utilizzato negli anni successivi dalle varie emittenti.

Appare, allora, doverosa questa manifestazione – cui parteciperà anche “REA” (“Radiotelevisioni Europee Associate”, che raggruppa oltre cento emittenti) – per ricordare quella sentenza, pilastro della storia mediatica italiana che aprì la strada alle c.d. “Radio e TV libere” dando, così, all’emittente privata la possibilità che soggetti portatori di opinioni diverse potessero esprimersi senza il pericolo di essere emarginati a causa di processi di concentrazione.

Bisogna, pertanto, essere grati a queste libere emittenti private che, con il loro operato, hanno garantito e attuato “il diritto dei cittadini all’informazione”, principio essenziale di un sistema democratico, ribadito dalla Corte Costituzionale che, con sentenza 7 dicembre 1994 n° 420, dichiarò che è necessario “garantire il massimo di pluralismo esterno al fine di soddisfare, attraverso una pluralità di voci concorrenti, il diritto del cittadino all’informazione”, che, quindi, si pone come uno dei diritti fondamentali della società moderna.

(già Presidente di sezione della Corte di Cassazione)


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