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Santo Della Volpe
  • Rostagno ucciso perché faceva il giornalista

    Lo hanno ucciso, in quel lontano 26 settembre 1988, perché non voleva stare zitto, perché faceva il giornalista, raccontando fatti ed aneddoti, ma sempre legati alla realtà di quella provincia di Trapani, da sempre...

     
  • LUCIANA ALPI: “Adesso ho più speranze”

    Vent’anni di sofferenze, di battaglia per ottenere Verità e Giustizia, per superare i depistaggi che hanno tentato di coprire l’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Da quel pomeriggio del 20 marzo 1994, Luciana e Giorgio Alpi hanno chiesto solo di sapere cosa è successo. Perché la sofferenza non si può lenire se non con la conoscenza: quella perdita di una figlia di soli 32 anni e così solare quanto determinata, ha lasciato un vuoto incolmabile...

     
  • Agostini: la tradizione dell’innovazione

    Angelo se ne è andato, troppo presto ed in un momento così difficile per il giornalismo italiano da far dire ,subito, che la sua morte lascia un vuoto enorme,per chi gli ha voluto bene,innanzitutto: e per chi lo rimpiangerà ogni volta che bisognerà studiare una passaggio delicato del nostro lavoro, una iniziativa di qualità per cambiare il giornalismo. E soprattutto per i tanti giovani giornalisti alla ricerca di una nuova definizione del nostro mestiere, sempre in evoluzione continua....

     
  • Lezioni di mafia

    Quando la Rai ha chiesto a Piero Grasso di scrivere e registrare il ciclo di “Lezioni di Mafia”, l’allora Procuratore Nazionale Antimafia ha risposto: "la…

     
  • L’anno che verrà

    Le bocche cucite per protesta dei migranti rinchiusi nel Cie di Roma sono il messaggio politico più forte che questo fine anno 2013 ci lascia…

     
  • Giancarlo Caselli: magistrato per sempre

    Diceva il presidente Oscar Luigi Scalfaro che un magistrato è per sempre tale, anche quando lascia la toga. Perché si porta dentro l’impronta dell’alto magistrato…

     
  • Umbria olii: una sentenza amara

    Giorgio del Papa,titolare della Umbria Olii di Campello sul Clitumno, condannato anche in Appello,a 5 anni e 4 mesi di reclusione, due anni e due mesi in meno rispetto alla sentenza di primo grado. Comunque condannato: ma e' l'unica notizia che soddisfa i familiari delle 4 vittime sul lavoro,che il 25 novembre 2006, morirono orrendamente nell'esplosione dei silos di quella fabbrica (nella foto), che , a loro insaputa, conteneva olio di sansa che produce il gas esano, pericolosamente esplodente. Perché', in realtà', la sentenza della Corte d'appello di Perugia,cambia profondamente la sentenza di primo grado : innanzitutto perché

     
  • La mafia non aspetta

    La Commissione Parlamentare antimafia ha finalmente un Presidente, Rosy Bindi, un vice presidente, Claudio Fava, di indubbio livello, sia morale che di conoscenza, oltre ad…

     
  • Per Lea, per Denise

    Lea Garofalo,” testimone di verità” riposa ora nel cimitero monumentale di Milano, tra i grandi personaggi di questa città illustre, dopo un funerale degno di una persona come lei, semplice, ma coraggiosa, capace di ribellarsi alla tradizione mafiosa della sua famiglia e della famiglia del marito, uccisa perché’ si era ribellata, in nome del futuro, suo e della figlia Denise, al destino ed alle azioni criminali della ‘ndrangheta. Una persona che si fidava di regole non scritte

     
  • Diffamazione: mezzo passo avanti

    Ora l'ipotesi di cambiare la legge sulla diffamazione e' diventata realta'. La Camera dei Deputati ha finalmente approvato,dopo lunghe attese, un testo di modifica della vecchia legge…

     
  • Vajont, 50 anni fa, come fosse ieri

    “Quell’evento non fu una tragica, inevitabile fatalità, ma drammatica conseguenza di precise colpe umane, che vanno denunciate e di cui non possono sottacersi le responsabilità“,…

     
  • Carcere e informazione

    Gia' e' difficile accettare che si possa andare in carcere a 79 anni. Ma il punto veramente inaccettabile della vicenda di Francesco Cangemi, pubblicista di…

     
  • Diffamazione: l’ora della verità

    Pochi giorni ancora e forse sapremo se questo Parlamento saprà' rispondere agli impegni presi,anche solennemente, per riformare la legge sulla Diffamazione a mezzo stampa, adeguandola ai tempi,ma anche alle richieste dei cittadini,per una informazione libera e senza condizionamenti

     
  • Diffamazione: nessun passo indietro

    Un testo di legge condiviso e' necessariamente una mediazione ,non può essere perfetto: ma perfettibile . Detto questo, quello proposto dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati per la riforma della Legge sulla Diffamazione a mezzo stampa, e' un testo che presenta alcune importanti innovazioni

     
  • Legge diffamazione: la strada si è aperta

    Uno spiraglio,una speranza,questa volta potrebbe essere possibile arrivare ad una modifica della legge sulla Diffamazione che sia rispettosa dei diritti dei cittadini e del dovere di informare correttamente ma anche liberamente da parte dei giornalisti. Le audizioni di questi giorni della Commissione Giustizia della Camera

     
  • Comiso: la memoria di Pio La Torre

    La memoria e' spesso il luogo dei simboli: dare un nome ad un luogo,come una via o un aeroporto, significa far rivivere nelle persone che vi…

     
  • Diffamazione: è tempo di cambiare

    Per cominciare a discutere di modifiche alla legge 595 del  Codice Penale e soprattutto alla legge 47 del 1948, quelle  sulla diffamazione a mezzo stampa,…

     
  • Il sorriso

    Padre Pino Puglisi, guardò in faccia gli assassini, quel 15 settembre di 20 anni fa;disse, “me lo aspettavo” e poi sorrise,poco prima che  i killer gli sparassero…