Giornalismo sotto attacco in Italia

Il criminale Al Mansri libero, Domenico e Dina in carcere per aver difeso i diritti umani

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Il 24 maggio un gruppo armato affiliato alle Laaf (Libyan Arab Armed Forces), che di fatto governa la Libia orientale e meridionale, ha arrestato arbitrariamente un gruppo di componenti della Flottiglia che, via terra, cercava di raggiungere i confini di Gaza. Varie le nazionalità: Argentina, Polonia, Portogallo, Spagna, Tunisia, Uruguay, Stati Uniti. E Italia: Domenico Centrone e Dina Alberizia sono ancora detenuti nelle carceri libiche. Nel silenzio dei media e del Governo italiano. La loro azione non era solo dimostrativa, “a favore della popolazione palestinese della striscia di Gaza che sta subendo un genocidio da parte di Israele” come ha spiegato il ricercatore libico di Amnesty International Mahmoud Shalaby. Era anche finalizzata a distribuire aiuti. Domenico Centrone e Dina Alberizia sono stati arrestati e, di fatto, puniti per aver promosso un’azione umanitaria e pacifica contro le violazioni dei diritti umani. È questo che sconvolge: l’assenza di reazione in Italia davanti alla difesa di valori universali. Pochissime le reazioni politiche, scarse le informazioni, alta l’indifferenza verso due nostri concittadini che hanno deciso di non affidarsi solo alle parole ma di mettere a disposizione i loro corpi. Da una parte un genocidio senza fine ormai rivendicato alla luce del sole da Ministri come Ben Gvir; dall’altra esseri umani che si battono, senza armi, per la difesa di tutti gli esseri umani, per i diritti universali dell’uomo. È davvero così difficile scegliere da che parte stare? È così difficile riconoscere che Israele ha violato e continua a violare i patti sanciti dalla comunità internazionale dopo gli orrori della Seconda guerra mondiale, il più importante dei quali è che i civili non possono essere bersagli? È così difficile per il Governo Meloni esprimere solidarietà ed agire in difesa di due cittadini italiani che non hanno commesso reati e che difendono i veri valori dell’umanità? Stride il ricordo di quanto fatto, al contrario, dal Governo italiano per aiutare un ricercato per crimini contro l’umanità a sfuggire alla cattura richiesta dalla Corte Penale Internazionale. Al Mansri è stato riportato in Libia su un aereo di stato.

Liberiamo i ricercati e lasciamo che due innocenti siano detenuti nelle carceri libiche. Il messaggio che giunge è devastante per chi crede nella giustizia. E un governo democratico non dovrebbe mai smettere di cercare giustizia.

 

 

 


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