Il presidente del Senato Ignazio La Russa, seconda carica dello Stato, promuove in questo 81esimo anniversario della Liberazione, una riappacificazione tra antifascisti e fascisti. Ricorda che, quando era ministro della Difesa, deponeva una corona al monumento ai partigiani posto al cimitero Maggiore di Milano e poi si spostava al Campo 10 dove sono sepolti molti ignoti, diversi caduti della Repubblica Sociale italiana. Ci andava in forma privata perché, secondo lui, era un momento di pacificazione. “Almeno quando si parla di coloro che hanno dato la vita, mi sembra doveroso”, ha spiegato La Russa.
La Costituzione non parifica partigiani e repubblichini.
Ignazio La Russa, come tutti i ministri in carica del Governo guidato da Giorgia Meloni, ha giurato sulla nostra Costituzione, anche se molti di loro provengono sul piano politico dall’esperienza del Movimento sociale italiano, partito nato dalle ceneri del fascisimo. In molti vorrebbero cambiare la Costituzione, ma ogni tentativo non è andato a buon fine: l’esito dell’ultimo referendum sulla giustizia, con la vittoria del fronte del no, ha impedito che ciò potesse accadere. La Costituzione è nata dalla Resistenza, come ha voluto ribadire più volte il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e tutti i Capi di Stato italiani dal dopoguerra a oggi. Questa Costituzione non prevede alcuna riappacificazione, non parifica partigiani che combattevano a fianco delle truppe anglo americane e repubblichini, alleati dei nazisti che occupavano il nostro Paese. Anzi la Carta costituzionale vieta e sanziona, anche in modo pesante, la ricostituzione del Fascismo in ogni sua forma, anche attraverso una timida elegia.
