Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio, all’Altare della Patria, al milite ignoto e a tutti i caduti per la liberazione, deponendo una corona d’alloro, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile.
Il capo dello Stato è arrivato poi a San Severino Marche (Macerata) per le celebrazioni del 25 aprile. Ad attenderlo, insieme alla sindaca Rosa Piermattei, il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
“Lo scrittore statunitense, William Faulkner – premio Nobel per la letteratura nel 1949 -ammoniva, nel suo ‘Requiem per una monaca’ che “il passato non è mai morto, non è neanche passato”. Ciò che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto. Il passato ha plasmato il presente. Ecco perché per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!” ha detto Mattarella.
“Le dittature che avevano scatenato il Secondo conflitto mondiale avevano fatto della retorica della guerra un valore. Contro il loro disegno, dai morti tra la popolazione civile, dai militari caduti, dalle vittime dei campi di concentramento, si levava – e si leva – una sola invocazione: pace. Pace per ogni persona. Pace come diritto di ogni popolo. Pace per ogni Paese. Questo il senso della Resistenza. Opporsi alla violenza dell’uomo sull’uomo” ha aggiunto.
“Oggi, a San Severino Marche, facciamo memoria del 25 aprile, data della Liberazione del nostro Paese. A muoverci non è un sentimento celebrativo di maniera. Tanto meno la pretesa di una storia scritta in obbedienza ad astratte posizioni ideologiche. A muoverci è amor di Patria”, ha detto Mattarella che ha ricevuto un’accoglienza calorosa e carica di emozione, sia al suo arrivo in città, che al suo ingresso nel teatro Feronia, dove ha tenuto il discorso ufficiale in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile.
Il capo dello Stato è stato salutato da una lunga standing ovation del pubblico presente, che si è alzato in piedi tributando un applauso prolungato mentre Mattarella faceva il suo ingresso in sala. All’interno del teatro presenti autorità civili, militari e religiose, insieme a rappresentanti delle istituzioni locali e regionali. L’iniziativa si inserisce nel programma delle celebrazioni per la Festa della Liberazione, che quest’anno vede San Severino Marche al centro delle iniziative istituzionali.
“Oggi, a San Severino Marche, facciamo memoria del 25 aprile, data della Liberazione del nostro Paese. A muoverci non è un sentimento celebrativo di maniera. Tanto meno la pretesa di una storia scritta in obbedienza ad astratte posizioni ideologiche. A muoverci è amor di Patria” ha detto Mattarella.
La Repubblica è “nata ottant’anni or sono, dalla libera scelta delle cittadine e dei cittadini italiani, solennemente sanzionata dal referendum istituzionale. Nata sugli orrori della guerra, sulla contrapposizione a un occupante e per redimere l’onta dei collaborazionisti che lo avevano affiancato privilegiando il partito sulla Patria. Repubblica, nata per esprimere la speranza e l’avvio di un futuro migliore – ha detto ancora il presidente della Repubblica – La pace, fu per rispondere a questo accorato appello che la comunità internazionale progettò, con l’Onu, di ambire a liberare il mondo dall’incubo della guerra e, con il disegno dell’unità europea, di liberarne il nostro continente. In questi ultimi anni stiamo assistendo, dolorosamente, ad antistoriche velleità di affievolire se non addirittura di rimuovere quei percorsi. Dimenticando o ignorando che reagire alla guerra fra i popoli significa dar fiducia a istituzioni comuni di pace, renderle più autorevoli ed efficienti: un impegno tanto più indispensabile ora” ha detto Mattarella.
