L’abuso ai danni della libera stampa sono indegni dei valori liberali e democratici europei

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Lo sapevamo, che i giornalisti in Ungheria erano nel mirino di un regime sempre più autoritario e illiberale, quello di Viktor Orban. E ora si scopre che proprio Orban sarebbe stato uno dei capi di stato a utilizzare la tecnologia israeliana Pegasus per spiare giornalisti e attivisti nell’ambito della sua guerra ai media nazionali. Budapest smentisce ma Pegasus, messo a punto dal gruppo NSO, sembra sia stato utilizzato da numerosi governi tra cui quelli di molti paesi arabi e africani per hackerare i telefoni di chi era considerato un giornalista o pensatore indipendente. L’Ungheria di Orban sarebbe l’unico Paese Ue a far parte di questo gruppo di stati, come avrebbe appurato un consorzio di 17 organizzazioni giornalistiche, che comprende anche il britannico Guardian e l’americano Washington Post, attraverso un’inchiesta congiunta internazionale.
In Ungheria sarebbe stato messo sotto controllo anche il telefono di uno dei più noti reporterinvestigativi, Szabolcs Panyi.
Lo scandalo Pegasus sembra solo all’inizio e il consorzio di giornali che ha scoperto l’azione di spionaggio starebbe per pubblicare i nomi di chi ha avuto i telefoni hackerati, tra i quali ci sarebbero anche imprenditori, esponenti religiosi e molte altre personalità di spicco ritenute scomode.
I governi dei paesi interessati dall’inchiesta , in tutto una decina, sono sospettati di aver abusato degli accordi presi con Israele per l’utilizzo di Pagasus. Si tratta di un sistema in grado di penetrare ogni tipo di dato salvato sul cellulare.
L’abuso ai danni della libera stampa e della libera espressione sono indegni dei valori liberali e democratici europei


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