Trovato l’archivio segreto di Delle Chiaie. Prove di una ricostituzione di Avanguardia Nazionale

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In uno stabile occupato abusivamente a Cinecittà è stato trovato l’archivio segreto di Stefano Delle Chiaie fondatore di Avanguardia Nazionale e pedina sempre presente nelle storie di terrorismo nero che hanno attraversato l’Italia negli ultimi 50 anni. Nel corso di una serie di perquisizioni presso quella che è la sede dell’associazione “Socialis” è stato trovato materiale che fa ipotizzare un’attività tesa alla ricostituzione del movimento di estrema destra. Questa almeno è la pista seguita dal sostituto procuratore Eugenio Albamonte che ha indagato cinque persone per associazione sovversiva e propaganda e istigazione all’odio razziale. Tra gli indagati c’è Vincenzo Nardulli, 72 anni, ex membro di Avanguardia Nazionale, il movimento sciolto nel 1976 per aver provato a ricostituire il partito fascista. Nel decreto di perquisizione viene ipotizzato che Nardulli e altri sono in qualche modo legato alla “Socialis” e al movimento “Comunità Politica di Avanguardia”, che sarebbe l’erede di Avanguardia Nazionale, pronta a mettere in campo stessi scopi e strategie con riferimenti precisi all’ideologia nazi-fascista e alla supremazia razziale, etnica e religiosa.
Dunque mentre il Paese cerca di uscire dalla pandemia e dalla crisi che ne è derivata c’è chi sta organizzando un’azione politica e ideologica di stampo fascista. Il nome quindi sarebbe nuovo ma non gli scopi ideologici e le forme di reclutamento di seguaci sul territorio. Dagli atti si evince che la “Socialis” svolge già attività di raccolta di finanziamenti e intanto è ubicata nell’immobile occupato senza titolo legittimo. Però potrebbero essere proprio quel locale e i documenti che custodiva la chiave di volta di questa delicata inchiesta della Procura di Roma. Nella sede c’erano atti utili a tracciare la struttura, le finalità, le adesioni. Parte del materiale apparterrebbe al movimento sciolto, Avanguardia Nazionale appunto. Una questione logistica forse è alla base dei ritrovamenti poiché in quell’indirizzo aveva lo studio Delle Chiaie, morto due anni fa portandosi nella tomba i segreti della stagione delle stragi di stampo fascista. Ma forse adesso quell’archivio personale di Cinecittà potrà finalmente contribuire a chiarire una serie di punti oscuri e relativi legami indicibili. Va ricordato che a luglio scorso Vincenzo Nardulli e Giuliano Castellino, capo di Forza Nuova a Roma, sono stati condannati a cinque anni e mezzo di carcere per l’aggressione a due giornalisti de L’Espresso avvenuta durante le commemorazioni di Acca Larentia per i reati di rapina aggravata e minacce, un processo nel quale la Federazione nazionale della stampa è stata parte civile.

(Nella foto del Corriere della Sera, Stefano Delle Chiaie)

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