Si è aperta a Ronchi dei Legionari la dodicesima edizione del Festival del Giornalismo promosso dall’associazione Leali delle Notizie, un appuntamento che fino al 14 giugno porterà nel cuore del Friuli giornalisti, scrittori, fotoreporter, studiosi, magistrati e protagonisti della vita pubblica per confrontarsi sulle grandi sfide del nostro tempo. Un evento che negli anni è cresciuto fino a diventare uno dei più autorevoli punti di riferimento nazionali per il dibattito sull’informazione, grazie alla determinazione e alla visione di Luca Perrino e di tutta la squadra che lo affianca in un lavoro che dura mesi e che culmina in sei giorni di incontri, mostre, presentazioni e spettacoli.
L’apertura del Festival ha subito posto al centro uno dei temi più delicati per il giornalismo contemporaneo: quello delle querele temerarie. Il panel “E io ti querelo”, tratto dall’omonimo libro dell’avvocata Caterina Malavenda, ha offerto una riflessione approfondita sugli strumenti utilizzati per intimidire cronisti e operatori dell’informazione attraverso azioni legali spesso finalizzate più a scoraggiare il lavoro giornalistico che a tutelare effettivi diritti lesi. A confrontarsi con l’autrice sono stati Fabiana Pacella, giornalista più volte destinataria di querele temerarie e responsabile del presidio pugliese di Articolo 21, e Vittorio Di Trapani, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Un dibattito intenso che ha ribadito come la difesa del diritto di cronaca rappresenti un presidio fondamentale per la democrazia.
Ma il Festival non si ferma qui. Il programma della XII edizione affronta alcuni dei nodi più complessi dello scenario internazionale e del mondo dell’informazione. Dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e nei Balcani al racconto delle mafie e del narcotraffico, dalla libertà di stampa in Russia ai diritti umani a venticinque anni dal G8 di Genova, fino alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale e al rapporto tra giornalismo e social media. Tra gli ospiti figurano nomi autorevoli come Monica Maggioni, Attilio Bolzoni, Vera Gheno, Antonio Nicaso, Stefania Maurizi, Gianluca Di Feo, Barbara Schiavulli e molti altri protagonisti del giornalismo italiano e internazionale.
Particolare attenzione è dedicata anche alle giovani generazioni, alla sostenibilità, alle guerre dimenticate, alle condizioni delle carceri italiane e ai cambiamenti che stanno attraversando il mondo dell’informazione. Temi che testimoniano la volontà degli organizzatori di non limitarsi alla cronaca quotidiana ma di offrire strumenti di comprensione della complessità contemporanea.
A rendere ancora più significativa questa edizione sarà anche la presenza di Beppe Giulietti, fondatore e coordinatore nazionale di Articolo 21, da sempre tra le voci più autorevoli nella difesa della libertà di stampa e dei diritti costituzionali. La sua partecipazione rappresenta un ulteriore segnale dell’attenzione che il Festival dedica alla tutela dei giornalisti minacciati e alla promozione di un’informazione libera da condizionamenti e intimidazioni.
Accanto ai panel trovano spazio mostre fotografiche di grande impatto dedicate ai fotoreporter siciliani e alla rivoluzione iraniana, spettacoli teatrali e musicali, incontri con autori e momenti di approfondimento che trasformano il Festival in un vero e proprio laboratorio culturale aperto alla cittadinanza. Non solo giornalismo, dunque, ma anche memoria, arte, testimonianza e partecipazione civile.
Nel programma spiccano inoltre il Premio Leali Young dedicato alla memoria di Cristina Visintini e il Premio Leali delle Notizie in memoria di Daphne Caruana Galizia, due riconoscimenti che incarnano perfettamente lo spirito della manifestazione: sostenere chi sceglie di raccontare la realtà con coraggio, rigore e indipendenza. Quest’anno il premio dedicato alla giornalista maltese sarà conferito a Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.it.
Dietro ogni incontro, ogni dibattito e ogni ospite c’è il lavoro di una squadra che ha fatto della passione civile la propria cifra distintiva.
Luca Perrino e i volontari di Leali delle Notizie hanno costruito negli anni molto più di un festival: hanno creato una comunità che crede nel valore dell’informazione come bene pubblico e nella necessità di difendere chi ogni giorno racconta fatti, storie e verità spesso scomode.L’edizione 2026 si apre dunque con un messaggio chiaro. In un tempo attraversato da guerre, disinformazione, campagne d’odio e attacchi al diritto di cronaca, il giornalismo continua a rappresentare uno strumento indispensabile di libertà. E da Ronchi dei Legionari, ancora una volta, arriva un richiamo forte alla responsabilità collettiva di difendere questo patrimonio democratico. Perché le notizie possano continuare ad avere le ali. E continuare a volare
