Oltre 300 persone hanno preso parte, sabato 25 luglio, alla Pastasciutta Antifascista negli spazi di Chikù, a Scampia, in occasione dell’83° anniversario della caduta del fascismo. L’evento è stato organizzato da ANPI Napoli e dalla Rete del Mediterraneo Antirazzista di Scampia, che hanno risposto alla chiamata di Casa Cervi che ogni anno promuove l’iniziativa in centinaia di luoghi in Italia e all’ estero. La serata ha trasformato Chikù in uno spazio di memoria, confronto e partecipazione, intrecciando la presentazione napoletana dell’ultimo libro di Francesca Albanese, testimonianze dalla Palestina, interventi di realtà sociali e una cena condivisa nel segno dell’antifascismo.
La Pastasciutta Antifascista ricorda il gesto compiuto il 25 luglio 1943 dai Fratelli Cervi che, per celebrare la destituzione e l’arresto di Benito Mussolini, prepararono e offrirono gratuitamente chili di pasta alla popolazione di Campegine, nel Reggiano. Un gesto di speranza e condivisione che precedette di pochi mesi il loro assassinio per mano fascista e che continua ancora oggi a rappresentare un simbolo di antifascismo, pace e solidarietà. “In un tempo segnato dalla guerra, dal genocidio del popolo palestinese, dalla disumanizzazione e dalla progressiva erosione dei diritti, ritrovarsi attorno alla stessa tavola significa riaffermare il valore della comunità, della giustizia, della democrazia e della Costituzione”, dicono gli organizzatori.
Ad aprire la serata è stato Samuele, giovane partecipante ai laboratori teatrali di Scampia, con un monologo tratto da XX Movimento. Sospesi tra le stelle, spettacolo annuale del progetto di arte e pedagogia Arrevuoto. Dopo i saluti di Emma Ferulano e l’intervento introduttivo di Marialuisa Stazio per ANPI Napoli, Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nel territorio palestinese occupato, ha presentato il suo ultimo libro dal titolo La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero, un manifesto di resistenza e libertà (Rizzoli).
L’incontro, moderato da Emma Ferulano, si è trasformato fin dai primi minuti in un dialogo tra l’autrice e il territorio. Aprendo il suo intervento, Francesca Albanese ha ricordato che il genocidio del popolo palestinese a Gaza prosegue ormai da oltre mille giorni, sottolineando come negli ultimi mesi siano ulteriormente aumentate la brutalità delle violenze e le modalità con cui la popolazione civile continua a essere colpita. Ha poi raccontato la genesi del capitolo Curare, in cui racconta di Mirella e Felice Pignataro, cofondatori del GRIDAS, dell’associazione chi rom e…chi no e del MOSS – Ecomuseo Diffuso di Scampia, nato dall’incontro con le realtà di Scampia durante la sua prima visita nel quartiere, il 4 gennaio 2026. Un’esperienza che ha trovato spazio nel libro come testimonianza di una comunità capace di trasformare la cura, la solidarietà e l’organizzazione dal basso in pratiche quotidiane di resistenza.
Nel dialogo con l’autrice è intervenuta Mirella Pignataro, che ha raccontato come la memoria dell’antifascismo attraversi anche la geografia di Scampia. Dalle strade dedicate a figure come Valerio Verbano e i Fratelli Cervi fino a Viale della Resistenza e Largo della Cittadinanza Attiva, Pignataro ha ripercorso il lavoro svolto negli anni dalla rete Pangea per restituire visibilità alla storia dei sette Fratelli Cervi attraverso un murale con i loro nomi, la piantumazione di sette olmi e l’installazione di un totem narrativo in via Fratelli Cervi. Un percorso di memoria intrecciatosi, negli anni, con l’incontro con Anselmo Cervi, nipote dei sette fratelli e instancabile testimone della loro storia.
Il confronto è proseguito con gli interventi di Omar Sulejman della Comunità Palestinese della Campania, Anna Motta Paciolla, madre di Mario Paciolla e presidente onoraria Articolo21 Campania, Nives Monda del movimento BDS Napoli, Barbara Pierro dell’associazione Chi rom e… chi no, Bruno Santoro del Coordinamento Docenti Area Nord, i giovani del quartiere, Nasser, giovane palestinese nato in Libano e oggi residente in Italia, e Vittorio De Asmundis di ANPI Napoli, uno dei bambini del quartiere Materdei che partecipò alle 4 giornate di Napoli. Testimonianze che hanno intrecciato i temi della Palestina, dell’antifascismo, della scuola, della memoria e della difesa dei diritti umani in un momento di confronto collettivo.
A chiudere il momento di confronto è stato l’intervento musicale di Francesca Mignogna, che ha interpretato un brano in lingua napoletana dedicato alla Palestina.
La pastasciutta è stata preparata dall’impresa sociale La Kumpania, che insieme all’associazione Chi rom e… chi no anima gli spazi di Chikù, luogo nato dall’incontro tra culture, pratiche di economia sociale e partecipazione civica. Oltre 300 persone hanno condiviso la cena, rinnovando il gesto simbolico dei Fratelli Cervi come pratica concreta di comunità e solidarietà.
La serata è proseguita con la musica del Frente Murguero Campano e con le esibizioni di Andrea Tartaglia, di Daniele Sanzone ed Enzo Cangiano (A67), di Massimo Mollo e di altri artisti che hanno accompagnato il momento conviviale, trasformando gli spazi di Chikù in un luogo di incontro, partecipazione e festa.
Tra i presenti anche Luigi de Magistris, già sindaco di Napoli e magistrato, Dario Carotenuto, deputato del Movimento 5 Stelle che nei mesi scorsi ha preso parte alla Freedom Flotilla diretta verso Gaza, Luigi Daniele, professore di Diritto internazionale all’Università del Molise, Josi Gerardo Della Ragione, sindaco di Bacoli, e Giuseppe Esposito, consigliere dell’Ottava Municipalità di Napoli.
La riuscita dell’iniziativa è stata possibile grazie al lavoro condiviso di ANPI Napoli, Casa Cervi, della Rete del Mediterraneo Antirazzista, di Pangea, dell’impresa sociale La Kumpania, dell’associazione Chi rom e… chi no, della libreria indipendente L’Acrobata, dalle tante altre associazioni e delle decine di volontarie e volontari, delle musiciste e dei musicisti e di tutte le persone che hanno contribuito all’organizzazione della giornata.
La Pastasciutta Antifascista di Scampia ha così rinnovato il significato di un gesto che, a oltre ottant’anni dalla sua nascita, continua a ricordare come la memoria non sia soltanto celebrazione del passato, ma una pratica quotidiana di resistenza. Una serata che ha dimostrato come il dialogo tra territori, culture e generazioni possa ancora trasformarsi in un’assemblea capace di costruire comunità e riaffermare i valori dell’antifascismo, della pace e della giustizia sociale.
