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Una svolta chiamata Marta Cartabia

 
La Giurista Marta Cartabia diventa presidente della Corte Costituzionale. E’ una bella notizia, perché indica che il pensiero sta superando la forza nella legittimazione del potere. Il più adatto non è più il carismatico chi ostenta “fisico del ruolo” e verbosità aggressiva, ma chi ha più lucidità nell’analisi dei problemi e nella loro soluzione. In questo senso, va anche l’elezione di Greta Thumberg a persona dell’anno da parte della rivista Time. Una “mocciosa” – come l’ha definita il modesto presidente del Brasile – che riesce a scuotere le coscienze sullo stato del pianeta, senza possanza né arroganza, ma grazie a un messaggio lucido e tenace. Così, il dimorfismo fisico non garantisce più il primato del sesso forte su quello debole. E immediatamente si ridefiniscono i ruoli. Cade il pregiudizio che la forza fisica sia il necessario piedistallo della forza di pensiero. Grazie anche alla nano-tecnologia, che miniaturizzando i volumi, spinge la mentalità comune a mettere in discussione il “grande” come affidabile e invece a percepire il “piccolo” come potente. Insomma, il binomio maschile arcaico “forza-protezione” sta cedendo il primato a quello femminile futuribile “intelligenza-soluzione”. E c’è da esserne lieti.

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