A Bolzano il convegno La malattia che cura il teatro” Lo stato della ricerca teatrale che dialoga con il disagio.

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Si svolge a Bolzano sabato 12 e domenica 13 ottobre nella Sala conferenze Antico Municipio via Portici 30 il seminario “La malattia che cura il teatro” Lo stato della ricerca teatrale che dialoga con il disagio. Intervengono relatori e relatrici dal mondo del teatro, della danza e del sociale in occasione della Giornata mondiale della salute mentale. «C’è un certo teatro, delle pratiche teatrali e delle attività laboratoriali che si sono diffuse in tutta Italia e producono una innumerevole attività culturali con cifre quantitative impressionanti. Dalle grandi città fino ai piccoli paesi, questo teatro e questa attività, che si definisce teatro sociale, oppure teatro sociale d’arte o ancora, non amando scomparti ed etichette, semplicemente teatro, ha visto una vera esplosione e moltiplicazione. Nascono con necessità, vocazioni, urgenze e qualità diverse ma, tra loro, tra queste infinite diversità, possiamo trovare con un’unica denominazione comune: tutte vedono il teatro come un atto politico vero e proprio, un luogo per l’impegno che cerca e trova un dialogo stretto con la parte più sofferente ed emarginata della nostra società. Su questo fenomeno vogliamo mettere la luce per rileggerlo in una visione nuova, tutta interna ai processi di trasformazione che il teatro è capace di fare mettendosi in gioco, ammalandosi, contagiandosi e infettandosi. Intorno a questi temi, chiamiamo teatranti, studiosi, compagni di viaggio che su questi temi si interrogano quotidianamente dentro le loro pratiche teatrali. La premessa è impegnativa ma vogliamo cercare di essere più semplici e aperti a tutte le esperienze, sia a quelle strettamente legate alla creazione teatrale sia a quelle che hanno valenza e pertinenza esclusivamente sociale. Un incontro tra due mondi diversi che, proprio in questa diversità hanno ragione di fare pezzi di strada comune».

Programma

Sabato 12 ottobre Ore 9.30
Saluti di apertura: appunti e spunti per nuove modalità di guardare il teatro
Antonio Viganò, direzione artistica del Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt, Bolzano
Andrea Porcheddu, coordinamento generale e moderazione del seminario di studi
Ore 10.00-13:00
Primo tavolo: La ferita, il bello e il sublime
Piergiorgio Giacché, antropologo, docente di Antropologia del teatro, Perugia/Parigi
Teatro ferito
C’è una bella storia del teatro, fatta di grandi maestri, che ha fatto della sua “differenza” una orgogliosa definizione. C’è allora una storia che celebra la progressiva conquista – da parte dell’arte teatrale e della sua “diversità” – della diversità sociale e culturale verso la quale produce tutta una serie ininterrotta di interventi, iniziative, denunce. E’ una storia che vede quel teatro immergersi senza paura nelle più lontane e se si vuole più bisognose o mute alterità: le fa diventare parlanti e visibili, ne aiuta la presa di coscienza e di contatto, ma appunto perché non mischia la sua diversità con le diversità che coinvolge e converte.

Intervengono:
Susanne Hartwig, docente presso l’Università di Passau (D) Undoing disability im inklusiven Theater
Thomas Emmenegger, psichiatra e psicoterapeuta FMH, Milano
Superare confini – ricostruire identità
Alessandro Garzella, direzione artistica Animali Celesti, Pisa
L’ombra che piange e ride
Andrea Porcheddu, giornalista e docente universitario, Roma
Di sana e robusta costituzione

Ore 14.30-17.30
Secondo tavolo: Formazioni e pratiche: metodologie al servizio della trasformazione
Guido Di Palma, docente di Teatro nel Sociale all’Università di Roma “Sapienza”
Il teatro come luogo della qualità delle presenze
Dall’analisi di alcune forme della pedagogia teatrale si esplora la dialettica tra pedagogia protocollare e pedagogia creativa. Il teatro e la danza come un luogo terzo tra noi e l’altro dove è possibile sperimentare nuove pratiche, fare nuove esperienze, esplorare corpi e menti “non conformi”. Come trasmettere i saperi del corpo e come organizzare il sapere senza cancellare quel caos che è necessario alla creazione?
Intervengono:
Stefano Masotti, psicoterapeuta/teatrante, Bologna
Arte teatrale, pedagogia teatrale e cura
Gianluigi Gherzi, attore, regista, scrittore, direzione artistica “Teatro degli Incontri”, Milano
Vengo nella tua casa a disordinare
Michela Lucenti, direzione artistica e coreografa di Balletto civile, La Spezia
Il corpo come oggetto psichico per eccellenza
Alessandro Argnani, attore, direttore artistico del Teatro delle Albe/Ravenna Teatro
La non-scuola delle Albe
Gianfranco Berardi, attore, autore della compagnia Berardi-Casolari, Taranto
La reale visione
Marco Sciammarella, musicista, musicologo, responsabile dell’Orchestra AllegroModerato, Milano
La musica abbassa il colesterolo?

Ore 20.00
Teatro Cristallo, via Dalmazia 30, Bolzano
Otello Circus di Antonio Viganò con gli attori e le attrici del Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt (Bolzano) e l’Orchestra AllegroModerato (Milano)
Una produzione: Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt

Domenica 13 ottobre
Ore 09.30–11.00
Terzo tavolo: Attori e spettatori, palcoscenico e platea: come il teatro si fa società
In collaborazione con la rivista ATEATRO – le buone pratiche
Oliviero Ponte Di Pino, giornalista, scrittore, formatore, Roma
Nuovi spazi, nuove drammaturgie, nuovi pubblici
Da esperienze come quelle di Rimini Protokoll e Milo Rau nascono nuove forme e nuovi spettatori e nuove relazioni tra attori e pubblico. Che influenza hanno queste pratiche nel disegnare le forme che tengono insieme arte e società, artisti e spettatori?
Come si pone il teatro in rapporto ai luoghi dell’abitare, la sostenibilità ambientale, la rigenerazione partecipativa degli spazi urbani e dei beni comuni?
Intervengono: Rosita Volani, direzione artistica del festival Da vicino nessuno è normale, Milano Cucinare il teatro
Fabrizio Fiaschini, docente presso l’Università degli Studi di Pavia
Fuori posto: il movimento indisciplinato del teatro fra arte, politica e società

Ore 11.00-12.00
Ugo Morelli, psicologo e scienziato cognitivo, Trento
Corpi poetici: il dramma della risonanza incarnata e l’estensione creativa
Il vincolo dell’intersoggettività tra conformismo e negazione; risonanza incarnata e esperienza estetica; discontinuità e break down creativi; spazi del possibile e sistema sensorimotorio; estensione creativa.

Ore 12:00-12:30
Chiusura lavori

Intervengono al seminario anche: Claudio Ponzana (project manager, Modena), Maurizio Lupinelli (Nerval Teatro, Ravenna), Michele Comite (Associazione Clochart, Rovereto), Francesca Nazzaro (Fondazione Alta Mane Italia Italia, Roma), Roberta Gasperi (Telefono Amico, Bolzano).

Ore 21:00
Teatro Cristallo, via Dalmazia 30, Bolzano
In fondo agli occhi
Di e con Gianfranco Berardi & Gabriella Casolari
Regia di César Brie
Luci e audio: Daniela Vespa
Elementi scenici: Franco Casini & Roberto Spinaci
Produzione: Compagnia Berardi-Casolari
Spettacolo della Rassegna Corpi eretici 2019/2020 all’interno delle iniziative “Ascoltare e dare” in occasione della Giornata mondiale della Salute mentale

 


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