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“Riccardo Orioles riceva la pensione da giornalista”. Consegnate 30mila firme alla presidente Boldrini

 

Una petizione per dare, attraverso la Legge Bacchelli, la pensione da giornalista a Riccardo Orioles per il suo impegno professionale di oltre 40 anni contro le mafie e la corruzione. Le trentamila firme raccolte sul sito Change.org da Luca Salici sono state consegnate alla presidente della Camera Laura Boldrini. Incontriamo Riccardo Orioles in un bar nei pressi della Camera e ci spiega il suo rapporto con i colleghi storici e con i più giovani. “Ho avuto due grandi maestri: uno era Pippo Fava che mi ha insegnato come si lavora sulle inchieste. E quando noi facciamo le inchieste sulle banche a Trapani visitiamo tutti i 122 sportelli, uno dopo l’altro… E gli altri maestri sono Sabina, Gianfranco, Giusi, i nostri ragazzi ciascuno dei quali ha portato qualche cosa… Sono io l’allievo”.

Alla conferenza stampa il primo ad intervenire è Claudio Fava, vicepresidente della Commissione Antimafia. “Quello a Orioles – afferma Fava – sarebbe un riconoscimento a un giornalismo che in questi anni ha scelto di non piegarsi a poteri e potenti. Un regalo che il paese fa a sé stesso per la funzione civile altissima che lui avuto nella lotta contro le mafie”. “Penso – prosegue Fava – che ci siano tanti giovani eredi di Riccardo Orioles, e anche Mauro Rostagno, Mario Francese, Beppe Alfano, Pippo Fava. Giornalisti che non ci sono più ma che non se sono andati invano. C’è una generazione di giovani giornalisti che ha appreso il mestiere imparando a riconoscere nella straordinaria libertà di chi è morto la qualità indispensabile per fare il mestiere di giornalista. Credo che Riccardo sia tra i testimoni più lucidi e tenaci perché ha continuato a fare per 40 anni questo mestiere con pochi spiccioli in tasca, in condizioni difficili di salute e a prescindere da quello che il mercato vorrebbe imporre”.

“Riccardo Orioles – sottolinea Giuseppe Giulietti, presidente Fnsi – era il braccio destro di Pippo Fava, ed è stato un maestro di una generazione di giornalisti impegnati contro le mafie. Questo riconoscimento avrebbe un altissimo valore simbolico: lo stato dalla parte di coloro che combattono le mafie”.
“Lo stato nelle sue varie rappresentanze parla spesso di impegno antimafia e fa discorsi roboanti. Qui – afferma Enzo Iacopino, presidente Odg – ha la possibilità di fare un gesto concreto nei confronti di una persona che ha testimoniato, nella sua vita, un impegno antimafia, in condizioni precarie non solo di salute ma anche economiche”.

Orioles ha 67 anni ma è un giornalista molto attento ai nuovi linguaggi dell’informazione e ce lo conferma in chiusura della nostra chiacchierata. “Tu mi puoi mandare in televisione ma c’è anche il web. E perfino il web tradizionale comincia a perdere colpi con i social network… Magari tra cinque anni tu mi farai un gesto della mano e io tramite un chip sotto pelle trasmetterò il mio pensiero al pubblico di Camberra…”

Il servizio di Stefano Corradino su Rainews24 

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