Caro Ali, volevo scriverti per farti sapere che l’iniziativa di questa mattina ad Orvieto per parlare di Te è andata molto bene. I tuoi, nostri compagni sono venuti tutti, ovviamente tua figlia Aida, Cristina, poi non potevano mancare Giancarlo Albori, Giovanni e Teresa Russo Spena, Maria Rita Paggio, Annamaria Laudadio, Luciano Neri, Vauro Senesi, Tommaso Di Francesco, Moni Ovadia, Patrizio Esposito Sweva Haertter e l’imam di Firenze Izzedin Elzir.
Vedi Ali non è stato difficile ripercorrere la tua vita. Avevamo moltissime foto che riprendevano Te in tutte le fasi di una vita vissuta con tanta intensità, momenti terribili e momenti felici, Tu giovanissimo e poi uomo maturo, con le persone autorevoli e persone “normali” tutte affascinate dalla Tua capacità, sensibilità, lucidità con la quale ci hai spiegato il dramma del Tuo popolo, della Tua esistenza mai banale, la caparbietà e la dolcezza, ma allo stesso tempo della sofferenza di vedere la tua terra martirizzata sventrata colpita nella sua gente , donne , vecchi, bambini, raccontati e descritti, da sionisti e colonialisti, come fossero barbari e incivili, “animali” si è arrivati a dire dagli usurpatori e stupratori che da 78 anni compiono un genocidio.
Vedi Ali, ci hai fatto sentire un po’ in colpa, non abbiamo fatto e non facciamo abbastanza perché tu e i Palestinesi possano finalmente avere una terra uno Stato, in quella che è la loro e giorno dopo giorno gli viene sottratta. Terroristi vi chiamano i veri terroristi che vi uccidono quotidianamente, quei terroristi che vogliono cancellare la vostra storia l’immensa cultura della poesia della musica chi vi ha contraddistinto nei secoli. Ali caro sei partito per quel viaggio proprio un anno fa, ci sei mancato moltissimo con la tua lucidità d’analisi, con la forte pacatezza con la quale ci spiegavi quello che stava accadendo, “riguarda la Palestina? No riguarda voi, ci dicevi, anche voi che state dalla nostra parte, perché siete intrisi della cultura colonialista, di una visione del mondo che parte dal vostro ombelico”, avevi quando parlavi una visione lucida pacata ma allo stesso tempo risoluta, sarà difficilissimo fare a meno di te.
Ci mancherai molto amico mio, però una cosa possiamo garantirtela, io, Valentino, David, Marta, Aida, Giuseppe, Cristina, Cecilia e tanti altri non mancheremo di tenere viva la Tua straordinaria volontà di stare, di stare sempre dalla parte dei più deboli e degli offesi di questo mondo al contrario.
Ti salutano, Michele Nardelli, Mario Capanna, Marisa Manno, Guido Piccoli, Canio Loguercio, Omar Soleiman. Fatima Mahfud e tanti altri.
Ciao Amico mio dal Cappotto blu e la borsa di cuoio.
“Pensa agli altri” di Maḥmūd Darwīsh
“Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.
Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri,
non dimenticare coloro che chiedono la pace.
Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri,
coloro che mungono le nuvole.
Mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri,
non dimenticare i popoli delle tende.
Mentre dormi contando i pianeti, pensa agli altri,
coloro che non trovano un posto dove dormire.
Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,
coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.
Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,
e di’: magari fossi una candela in mezzo al buio”.
