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Attentati Nigeria, non chiamiamole ‘baby kamikaze’, così uccidiamo due volte vittime innocenti

 

I pochi media che ne hanno dato notizia continuano a definire le cinque bambine, perché è questo che erano, fatte esplodere da Boko Haram nel nord-est della Nigeria ‘baby kamikaze’.  Ma non c’è termine più inappropriato, inadeguatamente sbagliato, per definire queste vittime del terrorismo di stampo islamico. La Bbc ci ha raccontato che l’attacco di cui sono state incolpevoli artefici ha causato 39 feriti e 16 morti, loro comprese.

Gli attentati sono avvenuti nello spazio antistante la più grande moschea di Maiduguri, poco prima della preghiera del venerdì, quando la zona era molto affollata. La più piccola aveva solo 9 anni, la maggiore non ne aveva ancora compiuti 13.
Alla più giovane del gruppo è stato ordinato di mettersi seduta nei pressi del luogo di culto. Le altre quattro sono state posizionate poco lontane, vicino alla residenza di un capo vigilantes.
Si guardavano negli occhi, senza sapere cosa fare. Per un attimo, forse, avranno pensato di scappare… Poi quattro esplosioni all’unisono, innescate a distanza, hanno chiuso la partita straziando i loro acerbi corpi. Una fine veloce, indolore… ma non per tutte.
La quinta bambina non è stata così ‘fortunata’. La sua cintura esplosiva si è inceppata. Ha alzato le mani al cielo, ha cercato di salvarsi… ma le forze di sicurezza non hanno avuto pietà, o scelta, e hanno esploso più colpi per ‘neutralizzarla’.

Due settimane prima, in attacchi analoghi, erano morte altre 115 persone. Né l’ultimo, né il precedente attentato sono stati rivendicati ma le autorità nigeriane li attribuiscono ai fondamentalisti di Boko Haram. Da quando è stato preso d’assedio lo Stato di Borno, oltre sei anni fa, è stato un crescendo.  I terroristi hanno dato il via alla loro guerra sanguinosa per l’instaurazione della Sharia (la legge islamica), con un bilancio di oltre 17.000 morti.
Le violenze sono aumentate da quando, lo scorso maggio, è stato eletto il nuovo presidente della Nigeria, il musulmano Muhammadu Buhari. Da subito si è distinto per la lotta contro gli integralisti, ottenendo importanti successi e catturando molti esponenti del gruppo affiliato allo Stato islamico.
Anche per questo Boko Haram ha decisamente puntato sull’utilizzo di bambine e adolescenti per compiere i terribili atti di terrorismo degli ultimi mesi.

E tornando su questo punto, deve essere chiaro che gran parte delle giovanissime vittime dei fondamentalisti si ritrovano ad agire senza essere consapevoli di quanto stia accadendo e/o anche contro la loro volontà. Le quattro esplosioni che in contemporanea hanno devastato il quartiere di Sareji, il 2 ottobre, hanno lacerato una ferita già aperta e che non si rimarginerà fino a quando questi orrori non finiranno.

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