Giornalismo sotto attacco in Italia

Saluti fascisti a Salerno. L’asticella nera, un po’ più in là

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Via Velia, pieno centro. Scatta l’ordine. Partono i saluti fascisti. Braccia tese e il rito squadrista del “presente” urlato a comando. Le immagini di Sud TV non lasciano spazio a interpretazioni. È l’estetica delle squadracce nere di Mussolini riportata in strada, oggi. Una provocazione militare che ferisce una città democratica. L’errore è credere che sia un episodio isolato. Non lo è. Questa adunata è solo l’ultimo anello di una catena che parte dall’alto. Dalle istituzioni. C’è una strategia precisa della destra di governo: spostare l’asticella dell’accettabile sempre un passo più in là. A Salerno la sponda politica è evidente. Documentata. Poche ore prima del rito in piazza, le porte del Salone dei Marmi di Palazzo di Città si aprono per la presentazione del libro su Carlo Falvella edito da Altaforte, sigla editoriale di CasaPound. A garantire la copertura istituzionale all’operazione c’è il senatore di Fratelli d’Italia Antonio Iannone, insieme ai quadri locali del partito. I camerati dentro il Comune, legittimati dal potere politico. Fuori, intanto, si consuma il paradosso. Il Comitato 25 Aprile e la rete antifascista chiedono di manifestare per difendere i valori costituzionali. Risposta di Prefettura e Questura: piazza vietata per motivi di ordine pubblico. Il cortocircuito è totale. Da una parte si concede la massima vetrina cittadina a chi flirta con il neofascismo. Dall’altra si nega lo spazio pubblico all’antifascismo. Le responsabilità politiche sono pesantissime. Carlo Falvella è stato un ragazzo ucciso nel 1972, vittima della tragica stagione dell’odio politico. A cinquant’anni di distanza la sua memoria non può restare ostaggio di ideologie funeste. Viene usato come feticcio per alimentare una polarizzazione estremista che fa comodo a questa destra. Utile a coprire il fatto che non è mai stato reciso il cordone ombelicale con il passato fascista. Ci sono gruppi che per legge dovrebbero essere sciolti da anni. Messi fuori legge in applicazione della Costituzione. Invece si muovono all’ombra dei partiti di maggioranza, sempre più aderenti e protetti da chi le istituzioni dovrebbe difenderle. Quando la sponda istituzionale normalizza lo squadrismo in piazza, l’attacco ai valori costituzionali è diretto. Salerno oggi è una città ferita nell’anima dei suoi valori civili, davanti alla quale voltarsi dall’altra parte significa soltanto essere complici.


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