Giornalismo sotto attacco in Italia

Articolo 21 a Chivasso per manifestare solidarietà ai giornalisti di Repubblica e Stampa aggrediti

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Articolo 21 oggi a Chivasso con l’Ordine dei Giornalisti e l’Associazione Stampa Subalpina per manifestare solidarietà ai giornalisti di Repubblica e Stampa aggrediti fisicamente e verbalmente la scorsa settimana a seguito della sparatoria che ha quasi ucciso Francesco Ilacqua, personaggio radicato nel contesto di ‘ndrangheta che da decenni è attivo nell’area metropolitana torinese. L’abbraccio riconoscente a Federico Gottardo e Caterina Stamin è stato condiviso con il Comune di Chivasso, la Regione Piemonte (presenti sia rappresentanti della Giunta che del Consiglio, tanto della maggioranza quanto della opposizione), la CGIL, la CISL, Libera e un nutrito gruppo di cittadini ed il Testimone di Giustizia, ex imprenditore calabrese, Pino Masciari.

Che i mafiosi non sopportino giornalisti e testimoni non stupisce, fa parte della loro identità, più grave è che la vulnerabilità di chi racconta e denuncia venga amplificata dalle scelte contraddittorie della politica. A tal proposito ho ricordato le dimissioni di tutti i parlamentari delle opposizioni dalla Commissione di Vigilanza RAI, mentre Stefano Tallia, presidente dell’Ordine dei giornalisti in Piemonte, ha sottolineato la totale inadeguatezza legislativa rispetto alle querele bavaglio ed al recepimento del MFA dell’Unione Europea (completamente obliterato dal Governo italiano).

Insomma: l’Italia è ad un bivio. Da una pare il modo di stare al Mondo dell’oscuro presidente della FIFA, Gianni Infantino, che normalizza l’abuso di potere e dall’altra quello di Marco Tardelli che invece non si abitua e non si autocensura, ma critica pubblicamente e pretende il rispetto delle regole. L’Italia di Marco Tardelli è quella che ci ricorda il Presidente partigiano, che con la pipa in bocca gridava entusiasta “Ormai non ci prendono più! Non ci prendono più!”. Ecco, bisogna fare vincere quell’Italia lì, lasciando definitivamente indietro mafiosi, corrotti e prepotenti di qualunque provenienza.


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