Giornalismo sotto attacco in Italia

Genova è appena all’inizio – Intervista con Vittorio Agnoletto e Lorenzo Guadagnucci

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Si avvicina il venticinquennale del G8 di Genova e Vittorio Agnoletto, all’epoca presidente del Genoa Social Forum, e Lorenzo Guadagnucci, tuttora cronista del Resto del Carlino, che tuttavia si recò a Genova in forma privata per rendersi conto con i propri occhi di cosa stesse accadendo e venne picchiato selvaggiamente durante l’irruzione degli agenti di Polizia all’interno della scuola Diaz, hanno scritto altrettanti libri di cui diamo conto in quest’intervista.
“Il G8 di Genova. Ieri, oggi, domani” di Agnoletto, realizzato insieme a Mario Scagnetti ed edito da TAB, è un’intervista-memoir nella quale l’allora presidente della LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS) racconta alcuni aneddoti importanti, e inediti, e riflette sulla realtà contemporanea: com’eravamo, come siamo diventati e cosa dovrebbero fare le forze politiche della sinistra contemporanea per fornire risposte alle domande sempre più pressanti espresse dalle nuove generazioni in fatto di ambiente, sanità pubblica, scuola, università, tutela del lavoro, dei diritti umani e della dignità della persona.
Non solo: sia pur con garbo e gentilezza, Agnoletto richiama i giorni tragici di piazza Fontana, quando la sinistra intellettuale ebbe il coraggio di aprire i cortei e schierarsi davanti agli operai, rischiando in prima persona manganellate e altri episodi spiacevoli pur di provare a far luce sull’accaduto. Ebbene, la sua provocazione è anche la nostra: non bastano i Moni Ovadia, i Paolo Rossi e i pochi altri esponenti del mondo della cultura che si sono sempre battuti e hanno sempre detto la loro, pagando spesso un prezzo altissimo per il proprio coraggio; è arrivato il momento che giornaliste e giornalisti di primo piano, cantanti, scrittrici, scrittori, attrici, attori e chiunque possa far sentire attivamente la propria voce faccia la sua parte, perché l’apparato repressivo e censorio, al momento, non sarebbe in grado di contenere una simile ondata di protesta.
Lorenzo Guadagnucci, autore per Altraeconomia di “Chiedo scusa se vi parlo del G8 di Genova. 25 tesi sull’irruzione del movimento globale, la sua repressione, la sua attualità”, dal canto suo, compone un saggio che è al tempo stesso un pamphlet politico, ricco di idee, proposte e slanci ideali, di cui il centrosinistra farebbe bene a tenere conto in vista delle elezioni del prossimo anno.
In entrambi i casi, è chiaro l’intento di non consentire a nessuno di strumentalizzare Genova, i suoi protagonisti e le sue protagoniste, la sua storia profonda e il suo dolore. Piuttosto, abbiamo riflettuto insieme su come separare la tragedia dalla proposta, gli esiti giudiziari dalle prospettive che il Movimento dei Movimenti seppe indicare e dalle speranze che seppe suscitare in ogni angolo del pianeta. E abbiamo reso omaggio a tre compagni che non potranno più essere con noi nei prossimi giorni, in piazza Alimonda e alla scuola Diaz: Matteo Jade, Anubi D’Avossa Lussurgiu e Arnaldo Cestaro, il ferrivecchi di Agugliaro, in provincia di Vicenza, che dopo essere stato picchiato a sua volta alla Diaz, ha condotto una battaglia strenua per ottenere verità e giustizia, fino a prevalere davanti Corte di Strasburgo, costringendo l’Italia a introdurre nel Codice Penale una sia pur blanda versione del reato di tortura. Ecco, come sostiene Agnoletto, sarebbe bello se alla Diaz, un quarto di secolo dopo, una targa ricordasse la sua passione e il suo impegno civile.

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