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Natale delle bocche cucite e dello sciopero della fame dei migranti. Cie, fino a quando?

 
Il NATALE delle BOCCHE CUCITE e dello sciopero della fame dei migranti a PONTE GALERIA, ripreso ed emulato dai migranti reclusi al CIE di Torino, quello della rivolta ed il tentativo di fuga dal CIE di BARI e quello passato dal deputato Khalid Chaouki all’interno del centro di accoglienza di LAMPEDUSA come segno di protesta per la detenzione illegittima di 17 cittadini siriani ed eritrei sopravvisuti al naufragio del 3 ottobre. Quello dove tutti dissero MAI PIU’.
Scene di un paese che non riesce ad affrontare neanche il problema di qualche centinaio di migranti che si oppongono ad un sistema illegale ed anticostituzionale di detenzione amministrativa. Abbiamo finalmente ottenuto l’attenzione delle prime pagine dei giornali, della visita improvvisa e non annunciata di Gianni Cuperlo da neopresidente del maggior partito di maggioranza italiano il PD, al CIE di Ponte Galeria, mentre il segretario Matteo Renzi cavalcava le scene in un giro che toccava anche l’isola di Lampedusa, promettendo evidentemente colpito che la legge Bossi Fini cambierà.
I migranti hanno finalmente avuto un moto di speranza vera quando hanno visto Khalid Chaouki, giovane deputato italiano di origine marocchina, che si autorecludeva nel centro di
Lampedusa per chiedere che venisse finalmente svuotato da quei corpi che avevano “subito” le docce antiscabbia da zelanti operatori dell’ente gestore. Immagini che hanno fatto il giro del mondo e fatto fare una gran brutta figuraccia al nostro Bel Paese. Il deputato Khalid Chaouki chiedeva “semplicemente” che venisse ristabilità la LEGALITA’ anche in quel luogo non-luogo dell’umanità.  I migranti in quel centro, per legge, possono rimanervi fino ad un massimo 96 ore.
Ricorderemo le immagini “clandestine” girate con un banale telefonino da Khalid, migrante trattenuto a Lampedusa, e poi trasmesse dal TG2 che ha fatto lo “scoop”. Perché quando entrano le telecamere nostrane tutto è più pulito ed ordinato, e certo non è possibile documentare quello che avviene nei centri.
Centri di desolazione umana. Centri dove – e sono anni che la campagna LasciateCIEntrare lo denuncia – la dignità umana è violata così come i più banali diritti che ad ogni essere umano dovrebbero essere garantiti.
Lo abbiamo detto con il documento MAI PIU’ CIE, inviato ai Ministri e ai Parlamentari ad ottobre scorso. Lo abbiamo detto a Bruxelles incontrandoci con altre associazioni di altri paesi di questa Europa democratica, pronta al mea culpa di fronte alle morti in mare e agli scafisti, ma che non cambia le leggi per “proteggere” le frontiere ed i confini.
Ma a Lampedusa anche Khalid Chaouki ad un certo punto si è forse sentito troppo solo. E’ uscito dal centro da solo, sconfitto, dopo appena 3 giorni.  Sconfitto da un “sistema” che sembra non scalfirsi mai. Da Ministri del Governo che escono illesi da qualsiasi addebito di responsabilità.
Continueremo ad avere la Bossi Fini fino a quando ? Continueremo ad avere un reato di clandestinità che è esso stesso “fabbrica” di illegalità fino a quando ?  Continueremo a far lavorare questi centri che costano allo stato, quindi a noi cittadini, cifre da capogiro (senza contare le clientele e le truffe che indisturbate si riescono a fare quando non esiste un sistema di controllo e/o di trasparenza) fino a quando ? Ad agosto è morto un giovane tunisino nel CIE di Crotone, ora chiuso. Da agosto un altro giovane è in coma irreversibile a seguito di una caduta dal tetto del CIE di Gradisca, ora svuotato. Fino a quando tutto questo ?
Purtroppo nessune si assume la responsabilità di dircelo. Fino a quando ?
* LasciateCIEntrare

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