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“Tutti si spiano a vicenda e le proteste reciproche sono pura ipocrisia” scrivono in sostanza molti media americani

 

E’ facile essere scettici sulle proteste europee nei confronti degli Stati Uniti per lo scandalo Datagate. “Tutti si spiano a vicenda e le proteste reciproche sono pura ipocrisia” scrivono in sostanza molti media americani ed e’ una impressione che può fare presa anche sul pubblico europeo.  Ma ci sono due sigle, note a tutti, che possono far capire meglio che cos’è in gioco e che cosa potrebbe veramente cambiare. Le due sigle sono PNR e SWIFT. Chiunque abbia preso un aereo ha visto la prima sigla stampigliata sulla carta d’imbarco. Significa passenger name record. In base alle regole attuali tutti quei dati vengono forniti dall’Europa agli Stati Uniti. Swift e’ il codice delle transazioni bancarie. Anche quei dati affluiscono nei cervelloni dell’NSA. Il clamore di questi giorni può avere conseguenze concrete su questi due aspetti. Perché una parlamentare europea dell’irlanda del nord Sophie Int’veld, liberaldemocratica,vuole cambiare questi accordi varati dopo l’undici settembre. I partiti della sinistra europei sono favorevoli, i partiti della destra fanno alcuni distinguo. Purtroppo in prima pagina finiscono le telefonate notturne Obama Hollande o i faccia a faccia Letta-Kerry. Ben poco arriva al grande pubblico del dibattito al parlamento europeo. Ma invece di dividerci come tifosi feroci e ciechi fra amici e nemici dell’Europa forse non sarebbe male informarsi un po’ su quel che sta avvenendo di concreto a Bruxelles e sule posizioni dei gruppi parlamentari europei. In modo da votare ,alle prossime elezioni europee di primavere, non solo sulla base di presunte appartenenze ma su dati si fatto che possono cambiare in concreto la realtà su questa e su molte altre questioni.

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