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La scomparsa di Vincenzo Cerami

 

Una persona apre la sua finestra, vede una persona di colore che si bacia con una persona con la pelle bianca,chiude la finestra con una smorfia di disgusto.

Mi ricordo bene queste parole  pronunciate da Vincenzo Cerami poiché in televisione (forse nella trasmissione di Rai3 condotta da Baricco nel 1994) in cui dimostrava come con poche parole scritte su una scatola di fiammiferi era possibile raccontare una storia, un racconto, un pensiero che ci fa riflettere.  A sentirla oggi dopo le dichiarazioni pesanti di Calderoli nei confronti del ministro della Repubblica Italiana Cecile Kyenge (firmate  per far dimettere Calderoli) è un concetto  di grande attualità. Un intellettuale completo, oltre a scrittore è stato sceneggiatore, drammaturgo  e nel cinema è stato candidato all’Oscar con il film di Roberto Benigni “ la vita è bella”.

Era nato a Roma nel 1940 da genitori siciliani, e alle scuole medie è stato allievo di PP Pasolini, un incontro importante, per tutte le sue scelte successive e l’intreccio con “l’intellettuale delle borgate” lo ricordiamo anche per aver sposato Graziella Chiarossi, cugina di PP Pasolini. Un incontro importante con il professore delle scuole medie PP Pasolini, poiché a distanza di anni Cerami  ricordava ancora il tema di italiano “ Una domenica in montagna” che il professore aveva dato ai suoi allievi. Un tema che doveva stimolare la fantasia, a Roma le montagne che frequentavano i romani era il Teminillo, e come questo argomento, il professore sollecitò il giovane Vincenzo a dare sfogo alla sua creatività, poiché partendo da quel tema, aveva avuto la capacità di parlare di se, di parlare personalmente, tramite lo scritto, con il suo professore PP Pasolini di cui fin da subito aveva avuto grande stima

Un altro grande intellettuale che ci ha lasciato il 17 luglio del 2013. Per la mia generazione, che possiamo dire si è formata intellettualmente nel 1968, è una grande perdita, un maestro, un punto di riferimento importante per la lettura della società e del suo evolversi.

La grandezza, a mio modestissimo parere, di un intellettuale, si misura con gli insegnamenti che ha avuto dai suoi maestri, e con l’elaborazioni che è stato in grado di pensare e lasciare alle generazioni future, con le anticipazioni, con le indicazioni di come  affrontare la vita, di come le diversità culturali sono una ricchezza e non un problema. Vincenzo Cerami un grande intellettuale per i concetti che ci lascia, e per i suoi scritti che ci aiutano a capire la realtà e il suo evolversi.

Altri meglio di me possono parlare del suo lavoro cinematografico, del suo lavoro  intellettuale, la riflessione che vorrei condividere con le persone che hanno avuto la cortesia di leggere fino a questo punto è che non vedo intorno a me i PP Pasolini . ecc…, i Vincenzo Cerami, quindi mi sento più solo in un mondo in via di trasformazione in cui quello che questi intellettuali hanno pensato con anticipo  è accaduto.

Grazie  Vincenzo Cerami

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