Nella presentazione dei nuovi (?) palinsesti della Rai, l’amministratore delegato Rossi ha criticato le opposizioni che si sono dimesse dalla Commissione parlamentare di vigilanza e non hanno sostenuto la candidatura di Simona Agnes. L’ad non è sovraordinato rispetto al Parlamento. Se mai, il contrario. La voglia di “premierato” è contagiosa e Rossi vuole diventare il Re. Siamo di fronte ad una vicenda tanto grave quanto ormai grottesca. In un simile contesto, le ipotesi che da qualche parte si riaffacciano di trovare compromessi o accordi non stanno in piedi e sembrano una mera provocazione, neanche di particolare astuzia. L’unico compromesso possibile è semplice: approvare un testo di riforma che reciti seccamente che le disposizioni dell’EMFA entrano in vigore allontanando la governance del servizio pubblico da ingerenze e controlli. Basterebbe un articolo: EMFA, basta la parola.
