“Questa non è una scelta editoriale: è un cambio di rotta definitivo”. È amareggiato Massimo Cirri, conduttore di Caterpillar su Radiodue, trasmissione che, dopo essere stata spostata di palinsesto, sembra che sia prossima alla chiusura, al pari di Via dei matti, condotta da Stefano Bollani, e di Riserva indiana, condotta da Stefano Massini.
Duole dirlo, ma dopo aver letto le dichiarazioni dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi, contento per la mutazione genetica di Raitre, nonostante la perdita di credibilità e di ascolti, cominciamo a temere che per la RAI non ci sia alcun futuro. Alla vigilia del rinnovo della Concessione, infatti, la sensazione di molti osservatori è che si stia avanzando ad ampie falcate verso un tentativo di privatizzazione o, comunque, di smantellamento di una storia e di una cultura televisiva che ha contribuito in maniera decisiva a tenere alta la bandiera della democrazia, anche nei momenti più drammatici.
A pochi mesi dalle Politiche del prossimo anno, siamo arrivati al redde rationem e davvero non è più tempo di mezze misure e dichiarazioni soft nel tentativo di non disturbare il manovratore. L’opposizione, se vuole proporsi come valida alternativa di governo, batta un colpo.
